In classe con il racconto realistico
Consigli per lavorare con l’Unità e un esempio di laboratorio
Di fronte al racconto realistico
Raccontare in modo realistico significa far emergere la realtà, con tutte le sue complessità, come essa appare ai nostri occhi, senza lasciare troppo spazio a impressioni e punti di vista.
Se si pensa alla storia della letteratura, il riferimento più immediato è alla grande stagione del Realismo, che nasce in Francia nella seconda metà del XIX secolo. Tuttavia, i testi antologizzati non seguono rigide categorie di poetica, ma sono accumunati dalla stessa urgenza di raccontare la realtà.
I brani proposti sono stati scelti perché sono accessibili (non troverete testi realistici precedenti alla seconda metà del Novecento) e perché trattano temi vicini ai ragazzi e alle ragazze di classe terza. Qui è disponibile una tabella riassuntiva con le strategie da privilegiare.
Come scegliere i testi
Nella scelta dei testi potremmo considerare due aspetti.
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L’argomento e il suo legame con l’attualità, se portatore di significati universali; a tal proposito suggeriamo la lettura di:
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Il confine di spugna, di Rosario Esposito La Rossa;
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Il bastimento di granchi di Italo Calvino;
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Grazie, signora di Langston Hughes;
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in aggiunta, degli estratti proposti nella Biblioteca di classe: Il libro rosso, tratto da Continua a camminare di Gabriele Clima, adatto anche per la lettura ad alta voce; L’arrivo della nuova prof da The skin I’m in. Il colore della mia pelle di Sharon G. Flake, sul tema della diversità e della relazione tra pari.
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Il legame con un preciso momento storico, per cui sarà necessario ricostruire il contesto e la situazione storico-sociale di riferimento.
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I racconti Incontro in Polonia di Mario Rigoni Stern e Lo Zingaro di Primo Levi affrontano il tema della Seconda guerra mondiale, dal punto di vista di un soldato in partenza per la campagna di Russia e di un prigioniero ebreo nel campo di concentramento di Auschwitz.
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Come spunto ulteriore, suggeriamo i brani Ho fatto la Resistenza pensando a Debora di Luciana Romoli e Un’Anne diversa di Anne Frank, proposti nell’Unità 2 sul racconto autobiografico. Valida anche la lettura dei romanzi consigliati nelle Storie come ciliegie: Fuori fuoco di Chiara Carminati, sulla Prima guerra mondiale; La grande avventura di Robert Westall sui bombardamenti inglesi durante la Seconda guerra mondiale; Sacchetto di Biglie in cui Joseph Joffo racconta la propria infanzia e le persecuzioni subite nella Francia occupata.
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Un esempio di lettura in classe:
Il lungo viaggio di Leonardo Sciascia
Se si vuole affrontare il tema della migrazione, il racconto di Sciascia Il lungo viaggio fornisce spunti sufficienti per indagare la situazione italiana e siciliana nel dopoguerra. Un anonimo gruppo di poveri siciliani «con le loro valigie di cartone e i loro fagotti» si imbarca di notte sul piroscafo dell’ambiguo e avido signor Melfa, che per «duecentocinquantamila lire: metà alla partenza, metà all’arrivo» promette di portarli in America dopo undici giorni. Come i moderni migranti, anche loro «avevano venduto tutto quello che avevano da vendere per racimolarli».
L’America rappresenta un luogo di ricchezza e gioia, mitizzato attraverso i racconti dei parenti emigrati, mentre la Sicilia è descritta con il suo entroterra arido, coi campi biondi di grano e con il mare minaccioso e aperto. Il finale tocca un tema caro all’autore: la speranza e l’illusione del cambiamento. Sbarcati dopo undici notti di «atroce promiscuità» scoprono che questa America tanto agognata non è poi così diversa dall’Italia: le auto sono le stesse, pare di udire «un carrettiere nostro», le scritte sui cartelli sono in italiano. Quando si rendono conto di essere stati ingannati e di non aver mai lasciato la Sicilia, non resta loro che buttarsi «sull’orlo della cunetta».
Il racconto di Leonardo Sciascia può essere il punto di partenza per analizzare e descrivere il fenomeno delle migrazioni dal punto di vista storico e sociale. Per creare una connessione con l’oggi si consiglia la lettura ad alta voce del libro La frontiera raccontata ai ragazzi che sognano un mondo senza frontiere, in cui Nadia Terranova traduce per gli studenti della scuola secondaria di primo grado il fortunato saggio dello scrittore e giornalista Alessandro Leogrande.
La lettura del testo
Questo testo necessita di almeno un’ora e mezza di laboratorio: la lettura deve prevedere la decodifica del testo, al fine di ricostruire la trama e le intenzioni dell’autore. Generalmente assegno la lettura autonoma a casa per poi chiedere, una volta tornati in classe, una prima reazione al testo: quali immagini ti sono venute in mente mentre leggevi il brano? Come sono i personaggi e le ambientazioni del racconto? Come te li immagini? Hai trovato la lettura faticosa?
Molti sono stati gli alunni che hanno trovato la lettura autonoma faticosa, ma queste prime reazioni permettono di ricostruire il contesto del racconto: un gruppo di siciliani, desiderosi di raggiungere l’America per un futuro migliore, si imbarca su una nave, dopo aver dato tutti i loro risparmi a uno scafista.
Arrivati a questo punto, inizio la lettura ad alta voce in classe, con il duplice intento di aiutare i ragazzi a ricostruire il testo e a fare inferenze. Alla fine di ogni sequenza chiedo agli alunni di compilare la breve sintesi suggerita dalle orme a lato del brano. Qui trovate un esempio di inferenze durante la lettura ad alta voce.
Soffermatevi sullo scioglimento finale: il mio consiglio è di leggere tutta la sequenza da «Due di loro decisero di andare in avanscoperta» fino a «la notizia che erano sbarcati in Sicilia». A questo punto chiedete: che cosa succede alla fine? Di che cosa si rendono conto?
Dopo la discussione provate a chiedere loro: che cosa pensate che succederà?
L’analisi del brano
A questo punto tutti e tutte dovrebbero essere in grado di comprendere il brano. Possiamo quindi dedicarci all’analisi dei personaggi e delle tecniche narrative utilizzate per rappresentarli.
Dividete la classe in due gruppi, ognuno lavorerà in coppia con un compagno o compagna: il gruppo A lavorerà su La voce dei personaggi, il gruppo B su Il personaggio corale. Ciascuna coppia avrà circa dieci minuti per confrontarsi: partite dalle coppie del gruppo A e chiedete loro di spiegare le soluzioni a cui sono giunti, poi fate la stessa cosa con il gruppo B.
Quando avrete terminato e se la classe è pronta a un ragionamento più complesso sul discorso indiretto libero, lavorate insieme su I discorsi dei personaggi.
Al termine di questo percorso chiedete agli alunni di scrivere un piccolo testo espositivo, in cui spiegare le caratteristiche dei personaggi e le scelte stilistiche dell’autore: perché il gruppo dei migranti può essere definito un “personaggio corale”? Che cosa hanno in comune i componenti di questo gruppo? Come vengono descritti? Come parlano? E invece il signor Melfa? Come si comporta? Perché Sciascia ricorre all’indiretto libero? Che cos’è e a che cosa serve?
Proporre un’attività di sintesi, che vada nella direzione del commento è molto importante, soprattutto in terza: il senso delle strategie è, infatti, scomporre le parti per facilitare la comprensione e l’interpretazione, per poi arrivare alla rielaborazione.
Le connessioni
La lettura di questo brano può essere affrontata in parallelo con il programma di storia: Le connessioni con il mondo propongono un percorso sulla migrazione italiana, a partire dalla vignetta del 1903 tratta dal settimanale satirico “Judge“.
Per allargare lo sguardo è consigliata la lettura di questi testi:
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Antonio Stella, L’orda. Quando gli immigrati eravamo noi, Rizzoli, Milano 2003
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Massimo Livi Bisacci, In cammino. Breve storia delle migrazioni, Il Mulino, Bologna 2019
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Enrico Pugliese, Mattia Vilello, Storia sociale dell’emigrazione italiana. Dall’Unità a oggi, Il Mulino, Bologna 2024
Referenze iconografiche: Studio Romantic/Shutterstock