European Teacher Survey 2026

    L'indagine Sanoma che ogni anno coinvolge migliaia di insegnanti europei per monitorare trend, bisogni e sfide del mondo della scuola.
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    Comprendere la scuola attraverso la voce degli insegnanti

    Dal 2021, Sanoma Learning conduce ogni anno la European Teacher Survey, che raccoglie il punto di vista degli insegnanti per comprendere meglio il contesto in cui operano, le loro priorità e i principali fattori che favoriscono o ostacolano l'apprendimento degli studenti. L’indagine guarda anche ai grandi temi che stanno trasformando il mondo della scuola, come l'impatto dell'Intelligenza Artificiale sull’insegnamento e sull’apprendimento. L'analisi dei dati è stata condotta da GfK.

    L'edizione 2026 rappresenta la più ampia mai realizzata, coinvolgendo docenti di 14 Paesi europei. Alcuni dati:

    • partecipanti: oltre 20.000 insegnanti di tutti i gradi di istruzione provenienti da tutta Europa. I docenti italiani che hanno partecipato alla survey sono quasi 2.000;
    • Paesi coinvolti: Finlandia, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Polonia, Spagna e Italia, a cui si aggiungono Germania, Norvegia, Danimarca, Irlanda, Lettonia, Lituania e Lussemburgo. 

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    La prospettiva dei docenti italiani

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    Sì all'uso dell'IA, ma deve essere pensata per l'istruzione e affidabile

    I docenti italiani sono sempre più aperti agli usi pratici dell’Intelligenza Artificiale. In particolare, si evidenzia un passaggio da una fase di esplorazione a un impiego più operativo. Il linea col campione europeo, però, anche per i docenti italiani l'IA non deve essere generalista ma pensata apposta per l’istruzione e integrata ai materiali didattici che già conoscono e usano.

    • Circa il 60% dei docenti prevede di usare l’IA per realizzare materiali didattici e il 56% pensa che gli farà risparmiare tempo.
    • Tra gli utilizzi più diffusi dell'IA figurano la creazione di esercizi, la preparazione delle lezioni, la differenziazione della didattica e la valutazione degli studenti, con alcune differenze legate alle diverse discipline di insegnamento.
    • Per l’84% dei docenti è importante che l’IA sia progettata apposta per l'istruzione. Il 67% la vorrebbe integrata nei libri di testo e nel digitale. 

    L’IA come assistente, non come sostituto

    Per i docenti italiani l’IA propone, ma è l’insegnante a scegliere, controllare e decidere. L'IA possiede quindi una proposta di valore operativa già riconoscibile - un valido supporto all’attività didattica - ma è un’alternativa al ruolo centrale dell’insegnante.

    • Circa il 67% teme che l’IA metta a rischio la qualità dell’istruzione. La quota è più bassa rispetto al 2023 e al 2025 (73-74%), ma resta la maggioranza. 
    •  Il 67% non crede che l’IA renderà inutili i libri di testo, coerentemente con il desiderio di vedere lo strumento integrato nei libri. Il 72% esclude che possa sostituire i docenti, anche solo in parte.
    • Solo una minoranza pensa che l’IA migliorerà i risultati di apprendimento di studentesse e studenti.
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    Per i docenti il valore del libro rimane elevato

    I docenti italiani riconoscono ancora ai libri scolastici un contributo importante, anche se rispetto al 2025 si registra una flessione relativa all’efficacia percepita rispetto agli obiettivi curricolari. Il beneficio resta chiaro per il lavoro del docente, meno per i risultati degli studenti.

    • L’80% del campione pensa che il libro aiuti a lavorare in modo più efficiente, quasi come nel 2025 (81%).
    • Scendono invece le quote di chi pensa che il libro aiuti a raggiungere gli obiettivi curricolari (dall’80% del 2025 al 74%) e a coinvolgere gli studenti (dal 75% del 2025 al 71%).
    • La scuola primaria resta il grado con la valutazione più positiva, ma è anche quello in cui il calo rispetto al 2025 è più marcato.
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    Il digitale accelera nella Scuola primaria, ma non sostituisce il cartaceo

    La primaria è il grado scolastico in cui l'uso del digitale cresce di più. Però non prende il posto della carta: i due formati si usano sempre più spesso insieme.
    • Tra i docenti l'uso del libro digitale più di una volta alla settimana è passato dal 58,6% del 2023 all’80,2% del 2026. 
    • Il libro cartaceo resta la base della didattica: il 94,9% del campione usa il libro cartaceo almeno 2-4 giorni alla settimana e il 67,3% lo usa ogni giorno.
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    La Scuola secondaria tra carta e blended

    Secondo il campione, nella Scuola secondaria sono sempre meno i docenti che immaginano un futuro solo digitale, che trova spazio solo a fronte di compiti precisi, come esercizi, verifiche, recupero o personalizzazione.

    • Il 37,4% del campione preferisce materiali soprattutto cartacei. Solo il 25,2% preferisce il digitale, contro il 33,5% del 2023.
    • Circa tre docenti su quattro usano ogni giorno il libro cartaceo (74,3% nella Scuola secondaria di primo grado, 73,4% in quella di secondo grado).
    • A sorpresa, sono i docenti più giovani (fino a 24 anni) i più legati alla carta: tra loro la scelta più netta a favore dei materiali cartacei raggiunge circa il 50%.
    • Una tendenza simile emerge anche dal report europeo: in Paesi molto digitalizzati come Finlandia e Svezia i docenti preferiscono sempre più la carta e sono più cauti verso i modelli “digital first”.

    La European Teacher Survey negli anni 

    Confronta i dati dell’edizione 2026 con i risultati raccolti nel 2025 e nel 2024 per cogliere tendenze, cambiamenti e continuità nel tempo.
    ETS 2025: vai alla pagina
    ETS 2024: vai alla pagina

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