Il Club dei saperi e delle scoperte
La matematica e le scienze si fanno in classe
Il nuovo sussidiario Il Club dei saperi e delle scoperte propone un ambiente di lavoro capace di creare autentica conoscenza e proporre esperienze memorabili. Il principio fondamentale su cui si basa è quello del fare: si fa scienza e si fa matematica. Sul serio, senza banalizzazioni, riconoscendo prima di tutto gli interessi e le capacità di bambini e bambine della Scuola Primaria, e dunque proponendo situazioni gestibili a scuola, ma con gli strumenti, le procedure e i metodi utilizzati nella realtà della ricerca.
Come fare davvero matematica e scienze, senza replicare nozioni imparate passivamente? Si parte da buone domande, cioè da quelle domande che innescano il processo di ricerca. Da una domanda, da un’osservazione, può nascere un percorso di ricerca che può coinvolgere l’intera classe, proprio perché nasce da un vero interesse degli allievi e non da un’esigenza dell’insegnante. Fare scienza e fare matematica è proprio questo: è tutto ciò che facciamo per cercare una risposta a una domanda, indipendentemente se poi a quella risposta ci si arriva o meno.
Sembra un obiettivo velleitario, eppure è alla portata di ogni classe e ogni insegnante delle nostre Scuole Primarie. Certo, ci vuole una guida, e il Sussidiario ha proprio questo scopo. Vediamo adesso come questi principi sono declinati pagina per pagina nella pratica.
Fare matematica
I volumi superano la visione della matematica come insieme di regole isolate, proponendo un’epistemologia sistemica. La disciplina è presentata come un sistema coerente di relazioni interconnesse, dove concetti come numeri, forme, simmetrie e misure non sono compartimenti stagni, ma strutture che si richiamano vicendevolmente.
L’innovazione risiede nell’enfasi sulla comprensione autentica del “perché”: la matematica non è una tecnica da memorizzare, ma una pratica di ricerca del significato. La conoscenza non è calata dall’alto, ma viene intesa come una co-costruzione collettiva, un sapere che emerge dal dialogo e dal confronto sociale, rendendo la disciplina una palestra di pensiero critico e flessibile.
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Il Sussidiario sposta il focus dalla risposta corretta al processo di scoperta. Gli elementi cardine di questa rivoluzione didattica sono:
- L’errore come strumento di scoperta e il pensiero non convenzionale: le parole, le rappresentazioni grafiche e le intuizioni “spontanee” dei bambini (anche quando errate) sono integrate nel testo come motori dell'apprendimento. L’errore diventa una finestra sui processi cognitivi e un’opportunità di riflessione.
- Discussione e argomentazione: la metodologia centrale è la discussione collettiva. La classe diventa una comunità di ricerca dove si formulano ipotesi e si validano soluzioni attraverso il confronto aperto, trasformando l’ora di matematica in un esercizio di democrazia cognitiva.
- Risoluzione di problemi e ricerca in autonomia: invece di fornire schemi predefiniti, l’insegnante osserva e “rilancia” gli spunti emersi, stimolando gli alunni a mappare autonomamente le connessioni matematiche.
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Un esempio di questa evoluzione è il passaggio dal pensiero visivo-concreto (per esempio calcolare una frazione traslando mentalmente una forma) al pensiero relazionale complesso. Pensiamo alle frazioni, uno degli argomenti critici del percorso: qui il bambino non si limita a eseguire un compito, ma mappa una rete di connessioni proporzionali. Per esempio scopre come 1/8 raddoppiando diventi 1/4 e poi 1/4 ancora raddoppiando diventi ½ operando una sintesi metacognitiva.

Il testo non celebra solo il risultato, ma la capacità del bambino di ragionare sulle relazioni stesse, trasformando la competenza procedurale in una solida consapevolezza concettuale.
Fare scienze
Per fare scienza bisogna partire da una domanda, e la domanda deve essere autentica, aperta, interessante, sfidante, capace di innescare un ragionamento, offrire un percorso di esplorazione e aiutare a imparare.
Per rispondere a una domanda di ricerca — pur nella varietà di discipline, contesti e bisogni — è necessario utilizzare un metodo, il famoso metodo scientifico. Anche a scuola possiamo usarlo, farlo diventare parte della nostra pratica didattica invece di limitarci a relegarlo in un box all’inizio del primo capitolo del sussidiario per poi dimenticarcelo la pagina successiva. Il metodo scientifico – talvolta percepito come un protocollo rigido – è invece flessibile e scienziate e scienziati usano molto l’immaginazione e la creatività per affrontare problemi sempre nuovi e difficili. Anche noi in classe possiamo prendere spunto da questo modo di lavorare.
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Qualunque sia la modalità con cui si applica il metodo scientifico, ci sono alcuni elementi chiave che possiamo tenere come riferimento. Uno tra questi sono gli esperimenti. Un esperimento è una procedura controllata, che usiamo per cercare di rispondere ad alcune domande. L’esperimento può servire per capire l’effetto di ogni singola variabile su un fenomeno, per condurre uno studio non solo qualitativo, ma quantitativo (si fanno misure, si raccolgono dati), per mettere alla prova un’ipotesi che deriva da un’osservazione iniziale.
Non è solo utile condurre un esperimento, quanto inventarlo e progettarlo. Si progetta insieme, non ci si affida a una ricetta. Si decidono insieme procedure, materiali, strumenti. Quindi, a partire da un’osservazione, ci facciamo delle domande e formuliamo un’ipotesi. Poi chiediamoci: come possiamo come mettere alla prova l’ipotesi di partenza?
Dunque, prima la domanda e poi l’esperimento. Per esempio: dov’è il Sole in cielo a mezzogiorno?
Facciamo un esperimento e andiamo a controllare. Come lo verifico? Quando? Che strumenti mi servono?
Oppure: lo zucchero si scioglie più velocemente in acqua fredda o calda? Facciamo un esperimento. Ma quale esperimento? Quanto zucchero? Quanta acqua? A che temperatura? Lo zucchero va mescolato o no?

Fare osservazioni, semplici esperimenti, misure, ragionamenti, riflessioni non è né difficile né troppo complicato. È un modo più attivo di stare in classe, ogni giorno diventa un’esperienza ricca e stimolante.
La gioia della scoperta
Il nuovo Sussidiario Il club dei saperi e delle scoperte costruisce un percorso fatto di domande ed esperienze dirette, che porta a costruire il sapere passo per passo in modo attivo, creando situazioni di apprendimento memorabili e suscitando emozioni positive. Questo procedere aiuta anche le insegnanti e ne valorizza il ruolo.
Il nuovo Sussidiario è costruito con un approccio didattico che integra testo, esempi presi dalla vita reale, attività didattiche, riflessioni sul metodo scientifico, esperimenti. Questo aiuta, pagina dopo pagina, a percorrere con i bambini una strada di scoperta dove la matematica e le scienze diventano un’esperienza viva e non una serie di regole astruse, di fatti e informazioni sconnessi da imparare e applicare in modo automatizzato.
È un processo di crescita creativo e gratificante che crea .
Referenze iconografiche: Gorodenkoff/Shutterstock






