In ogni momento della giornata si manifestano fenomeni, processi, eventi, oggetti che possono essere osservati e interpretati con gli occhi della scienza. Una caccia al tesoro “scientifica” è il modo giusto per imparare a osservarli.
In ogni momento della giornata si manifestano fenomeni, processi, eventi, oggetti che possono essere osservati e interpretati con gli occhi della scienza. Esserne consapevoli è un buon esercizio per capire che la scienza non è (solo) quella cosa che sta scritta nei libri o che fanno le scienziate e gli scienziati nei loro laboratori, ma ci riguarda da vicino e fa parte della nostra vita.
Scoprire un insetto o un fiore che non si erano mai visti, comprendere un fenomeno che sembrava misterioso, trovare correlazioni, sorprendersi delle capacità del nostro corpo sono esperienze che danno molta gioia, e la gioia è la sorgente da cui possono scaturire passione e dedizione.
L’osservazione è anche il primo passo del metodo scientifico, senza il quale non si potrebbero progettare esperimenti, pianificare misure, ottenere e interpretare risultati.
E, come accade con tutte le cose, bisogna esercitarsi per imparare a osservare bene: all’inizio sembra di non notare niente, poi via via che il nostro occhio si abitua all’esercizio ecco che vediamo scienza ovunque. È un po’ come cercare funghi in un bosco: non ne troviamo nessuno e appena stiamo per essere travolti dal senso di frustrazione, ecco il primo… e poi il secondo e così via.
Trovare la scienza in classe, in giardino, in palestra è un’abilità che deve essere esercitata, e che può coinvolgere tutti i sensi: la possiamo vedere, toccare, annusare e sentire.
La caccia al tesoro
Proponiamo una attività che si può configurare come una caccia al tesoro, da giocare individualmente o a piccoli gruppi: consiste nel trovare il maggior numero di “cose” scientifiche, segnarle su una tabella e darne eventualmente una breve e semplice spiegazione.
Obiettivi: esercitare lo sguardo a decodificare elementi scientifici nella realtà / esposizione / descrizione di fenomeni e processi.
Destinatari: tutte le classi, dalla prima alla quinta, diversificando la consegna. I più piccoli disegneranno le loro scoperte scientifiche e poi le racconteranno in un momento di condivisione orale. In quarta e quinta bambine e bambini potranno elaborare le loro scoperte in modo sempre più articolato, fino a utilizzare la “tabella delle scoperte” con contenuto testuale più approfondito.
Luoghi: ovunque, in palestra, in cortile, lungo il tragitto da casa a scuola, e addirittura sul banco.
Quando: può occupare una lezione, o essere ripetuta periodicamente lungo il corso dell’anno.
Argomenti: i bambini possono essere lasciati liberi di spaziare su qualunque tema li incuriosisca e li interessi, permettendo così di valorizzare le loro competenze e conoscenze – spesso profonde e sorprendenti. Ci saranno esperti di dinosauri (anche se è altamente improbabile trovarne nel cortile della scuola!) o di pianeti e buchi neri, oppure ancora di rocce e minerali.
In alternativa, si può indirizzare la caccia al tesoro su un tema rilevante per i contenuti didattici che si stanno affrontando in quel momento, per favorire la connessione tra ciò che si impara e ciò che si vive. Infine si potrebbe prendere spunto da eventi particolari – come una missione spaziale, oppure un record sportivo, un evento catastrofico come un terremoto o uno tsunami – e focalizzare la caccia al tesoro sulla disciplina più pertinente.
Come tutte le cacce al tesoro anche questa avrà un premio: può essere la coccarda o il diploma della Scienza in ogni angolo data alla squadra o ai primi tre classificati.
La tabella delle scoperte
La tabella delle scoperte che può essere usata dai bambini più grandi (classi quarta e quinta) come base per la caccia al tesoro. Qui indichiamo qualche esempio.
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Squadra: |
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CHE COSA HO SCOPERTO
(1 punto per ogni scoperta) |
DOVE
(1-3 punti per la descrizione del luogo della scoperta) |
PERCHÉ HA A CHE FARE CON LA SCIENZA
(1-5 punti per la descrizione del contenuto scientifico) |
APPROFONDIMENTI (suggerimenti di libri o documentari, pensieri propri, disegni ecc.)
(1-5 punti) |
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Una ragnatela perfetta |
Tra i rami del nocciolo in giardino. |
I ragni costruiscono ragnatele molto robuste per acchiappare le prede di cui si nutrono e che addormentano con un veleno per conservarle fresche. |
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Le foglie sono tutte rivolte verso la direzione dove arriva il Sole |
L’abbiamo notato nell’albero grande nell’angolo del cortile, e verificato che è così per tutte le altre piante della scuola. |
Le foglie hanno bisogno di luce per fare la fotosintesi: è naturale che cerchino di mettersi nella posizione più favorevole. |
Abbiamo intenzione di fare uno studio approfondito con fotografie e disegni degli alberi che incontriamo nel tragitto casa-scuola per dimostrare che funziona sempre così. |
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L’arcobaleno |
Ieri pomeriggio è spuntato il sole dopo la pioggia, e si è formato un arcobaleno. |
La luce del sole è fatta di tanti colori che normalmente sono tutti insieme, ma possono essere visti quando un raggio passa attraverso le goccioline di pioggia. |
L’arcobaleno è il simbolo di tante cose, anche della pace. Forse perché è così bello. |
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Calorie delle merendine |
Nel cibo delle merendine. |
Abbiamo preso le carte di tutte le merendine e letto la tabella dell’energia. Abbiamo confrontato le varie merendine e per divertirci abbiamo sommato tutte le energie mangiate: sono 2795. Qualcuno invece delle merendine aveva una mela o uno yogurt. |
Abbiamo deciso di provare a contare tutte le calorie che mangiamo in una giornata e confrontarle tra noi. |
E dopo?
Una volta dati i punteggi e i premi, il gioco può continuare. I bambini possono votare la scoperta più interessante o divertente e progettare un esperimento, un approfondimento o un’attività a riguardo. Alla fine possono preparare un poster o un’altra presentazione per fissare le idee e comunicare il percorso di ricerca compiuto.A HO SCOPERTO
Referenze iconografiche: Giulio Benzin/Shutterstock