Il Nobel per la Chimica 2025 agli architetti del nanomondo

Il valore della loro scoperta per la comunità scientifica e per i potenziali sviluppi in ambito tecnologico

L’annuncio dell’assegnazione del Premio Nobel per la Chimica 2025 a Susumu Kitagawa, Richard Robson e Omar M. Yaghi è stato accompagnato da un generale entusiasmo. L’autore spiega quanto questo premio non rappresenti affatto un punto di arrivo, piuttosto un punto di partenza per nuovi avvincenti futuri lavori di chimici e scienziati.

Nel 2025 il Premio Nobel per la Chimica è stato assegnato a Susumu Kitagawa, Richard Robson e Omar M. Yaghi per lo sviluppo dei MOF, acronimo che sta per metal-organic framework.

I MOF sono materiali metallorganici cristallini costituiti da ioni metallici legati da molecole organiche in modo da formare una struttura cristallina mono, bi o tridimensionale con una elevata porosità. La grande superficie e la presenza dei centri metallici li rendono molto promettenti come catalizzatori e come assorbitori di piccole molecole come H2 e CO2.

In questo articolo apparso su ilblogdellasci.wordpress.com, il dott. Matteo Guidotti ci spiega quale significato ha questo Premio Nobel sia per la comunità scientifica sia per i potenziali sviluppi in ambito tecnologico.

Referenze iconografiche: ZUMAPRESS.com / AGF

Matteo Guidotti

È Primo Ricercatore in ruolo presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie Chimiche “Giulio Natta” del CNR di Milano dal 2001. Ha conseguito a Milano la Laurea in Chimica nel 1997 e il Dottorato di Ricerca in Chimica Industriale nel 2000. Si occupa di materiali solidi nanostrutturati per l’abbattimento e la decontaminazione di sostanze altamente tossiche e di catalizzatori per la trasformazione sostenibile di materie prime di origine vegetale.