In gita con le STEAM: il viaggio di istruzione come didattica interdisciplinare
Il sapere ha bisogno di aria
Il viaggio di istruzione è molto più di una parentesi ricreativa: è il momento in cui le pareti delle discipline crollano e il sapere diventa esperienza viva. In occasione dell'imminente uscita di “In gita con le STEAM - 10 proposte di viaggi di istruzione fra storia, arte e scienza”, nuovo volume della collana Insegnare nel XXI Secolo di Sanoma Learning Academy, gli autori Matteo Benedetto e Andrea Delpiano ci guidano alla scoperta di un nuovo modo di abitare il territorio. Dalla gestione dei dispositivi digitali alla semplificazione burocratica, l'articolo esplora come trasformare l’uscita didattica in un’officina del sapere, offrendo ai docenti una bussola pratica per navigare tra laboratori, compiti di realtà e cittadinanza attiva.
Fuori dalle stanze: Il viaggio come officina del sapere
Avete presente la Scuola di Atene di Raffaello? Quei giganti del pensiero chiusi in un’aula monumentale, fissati per sempre in una posa solenne? Ecco, proviamo a rompere l’incantesimo. Immaginiamo che Platone e Aristotele, stanchi di stare immobili tra i marmi, approfittino di un momento di distrazione del custode per recuperare i bagagli e darsela a gambe. Dove vanno? In gita, ovviamente.
Ci piace pensarli così: due prof d’eccezione che si scambiano uno sguardo d’intesa e decidono che è ora di portare i ragazzi fuori, dove la conoscenza non si legge solo sui libri, ma si "sfiora con il pensiero e si tocca con le mani". Perché la verità è che, per quanto amiamo stare nelle nostre aule, il sapere ha bisogno di aria.
Troppo spesso abbiamo vissuto la scuola come un insieme di "stanze" separate: l’ora di scienze, il corridoio, l’ora di arte, il laboratorio. Il viaggio di istruzione è il momento in cui queste pareti crollano. Non è una "vacanza dalla didattica", ma il suo momento più alto. È lì, tra i vicoli di una città o nei corridoi di un centro di ricerca, che le STEAM smettono di essere un acronimo di moda per diventare gli occhiali con cui leggere il mondo. Perché dietro la curva di un ponte c’è la fisica, nel colore di un mosaico c’è la chimica e nel ritmo di una piazza c’è la storia che si fa viva. Viaggiare con le STEAM significa dare ai ragazzi una bussola, non solo una mappa.
La A che completa il tutto: perché arte e scienza parlano la stessa lingua
L'approccio STEAM non nasce da una moda pedagogica. Nasce dall'osservazione di un fatto semplice: il mondo reale non è diviso in discipline. Un ingegnere che progetta un ponte deve fare i conti con la resistenza dei materiali, ma anche con l'impatto visivo sull'ambiente e con la storia del territorio in cui si inserisce. La complessità non è un ostacolo da semplificare: è la struttura del reale.
Inserire la A di Arts nel cuore della didattica scientifica non significa annacquarne il rigore: significa potenziarlo. La capacità di osservare un'opera d'arte allena lo stesso sguardo analitico che serve per leggere un grafico. Misurare le proporzioni di una facciata rinascimentale è, a tutti gli effetti, un esercizio di geometria.
C'è poi il tema dell'inclusione. Ogni classe è un universo di stili cognitivi diversi: chi pensa per immagini, chi per numeri, chi impara toccando. La didattica tradizionale raggiunge bene una parte di loro, ma lascia indietro gli altri, non per mancanza di intelligenza, ma di canali. L'approccio STEAM moltiplica i canali e il viaggio di istruzione è il suo laboratorio naturale: il luogo in cui la complessità si incontra nella sua forma integra, senza doverla far stare dentro un'ora di lezione.
Fra le pagine del libro: percorsi, compiti di realtà, logistica
È esattamente per rispondere a questa esigenza che nasce In gita con le STEAM: uno strumento pensato da insegnanti per insegnanti, che traduce questa visione in proposte concrete, già strutturate e pronte all'uso.
Ogni capitolo ruota attorno a una destinazione e si sviluppa in tre sezioni.
- La prima, Passeggiare per imparare, è il cuore narrativo: un itinerario commentato che non elenca monumenti, ma li attraversa con occhi disciplinari. Ogni tappa diventa un pretesto per connettere storia, scienza, letteratura, arte.
- La seconda, Oltre le discipline, raccoglie compiti di realtà da svolgere sul campo: cacce ai dettagli, sfide fotografiche con consegne precise, domande da raccogliere «osservando o chiedendo in giro». È la parte che trasforma la gita da esperienza passiva a indagine attiva.
- La terza, Dare forma alle idee, affronta logistica e organizzazione: tutto ciò che serve per rendere il viaggio fattibile e non solo desiderabile.
Per il docente, questa struttura risolve un problema reale. Progettare una gita con valenza didattica richiede tempo e competenze trasversali che difficilmente appartengono a una sola persona. Il libro fa questo lavoro a monte: offre un modello già collaudato, adattabile al proprio contesto, con cui arrivare in collegio docenti (o in consiglio di classe) con una proposta coerente e pronta all'uso. Un compito di realtà ben costruito, in un contesto significativo come quello di un viaggio, ha un impatto formativo difficile da replicare tra quattro mura. Non è intrattenimento: è valutazione autentica, competenza in azione.
I dispositivi in viaggio: quella "zona grigia", tra tempo di scuola e tempo di vita
Affrontare il tema dei dispositivi significa però immergersi in quella che potremmo definire la "zona grigia" delle attuali disposizioni normative. Il viaggio di istruzione, infatti, vive in una dimensione ibrida: è a tutti gli effetti tempo scuola — e come tale recepisce gli orientamenti sull'uso dei dispositivi ribaditi dalla Nota 3392/2025 — ma è contemporaneamente tempo di vita condivisa.
È la dimensione del viaggio h24, dove il confine tra l'attività programmata e il momento relazionale si fa sottile. In questo spazio risulta difficile, se non anacronistico, ipotizzare una separazione netta dalla tecnologia: i dispositivi sono oggi l'infrastruttura per una chiamata a casa, lo strumento per coordinare un appuntamento al pullman o la bussola per orientarsi in una città straniera.
Piuttosto che muoversi tra i poli opposti del divieto assoluto o della concessione acritica, il libro propone di abitare questa zona grigia con equilibrio metodologico. Se il dispositivo viene presentato e utilizzato come una "scatola degli attrezzi" per l'indagine scientifica e la documentazione sul campo, lo studente è indotto a sviluppare una forma di autoregolazione. Il viaggio diventa così una palestra di cittadinanza digitale consapevole: si impara a distinguere, nei fatti, tra l'uso del dispositivo come protesi passiva e il suo valore come potente alleato della curiosità. In quest'ottica, il docente smette di essere un controllore di schermi per tornare a essere una guida in un percorso di scoperta.
Mete e itinerari: quando il territorio è il manuale
Per rendere tangibile questo approccio, il volume propone dieci itinerari in cui la gita si trasforma in un'esperienza immersiva. Non sono semplici mete, ma ecosistemi didattici. Eccone alcune:
- A Trieste, ad esempio, il confine tra le discipline sfuma tra le pagine di James Joyce e i corridoi tecnologici del Sincrotrone Elettra. Qui gli studenti possono esplorare come la luce, strumento d'indagine per la fisica delle particelle, diventi metafora letteraria e chiave di lettura per la modernità. È un percorso dove la bora non è solo un fenomeno atmosferico da studiare, ma un elemento identitario che ha plasmato l’architettura e la letteratura della città.
- Nell'itinerario dedicato a Napoli e il Vesuvio, la scienza incontra la potenza della natura e la stratificazione della storia. Qui l'osservazione dei fenomeni vulcanologici si intreccia con lo studio del rischio ambientale e della resilienza delle comunità umane. Proponiamo ai ragazzi di analizzare il territorio non solo come un panorama da fotografare, ma come un sistema dinamico dove la geologia ha dettato le regole dello sviluppo urbano e sociale, offrendo spunti per riflettere sulla sostenibilità e sul rapporto uomo-natura.
- Spostandoci in Svizzera, il viaggio tocca le vette del CERN di Ginevra. In questo caso, la sfida STEAM si fa monumentale: i ragazzi sono invitati a confrontarsi con l’infinitamente piccolo per comprendere le grandi leggi dell’universo. Il libro suggerisce attività di storytelling scientifico, chiedendo agli studenti di "tradurre" concetti complessi della fisica quantistica in narrazioni accessibili, come brevi documentari o interviste "impossibili".
Questi esempi dimostrano che viaggiare con le STEAM non significa aggiungere "più scienza" alla gita, ma imparare a leggere ogni luogo come un palinsesto complesso, dove ogni materia fornisce una linea essenziale per comprendere la trama della realtà.
Dalle idee al progetto: indicazioni pratiche per costruire una nuova didattica del viaggio
In gita con le STEAM non si limita a proporre mete e attività: dedica uno spazio esplicito a questa dimensione organizzativa. Il volume accompagna il docente attraverso le procedure essenziali (come inserire il viaggio nel PTOF, come gestire le autorizzazioni, come muoversi tra i vincoli sulla sicurezza) con un linguaggio pratico, senza scorciatoie ma senza inutili complicazioni. L'obiettivo è che nessun insegnante rinunci a un'esperienza formativa preziosa per paura della carta, delle incombenze e delle responsabilità.
È un dettaglio che rivela la filosofia del libro: non è pensato per chi ha già tutto chiaro, ma per chi vuole fare bene e ha bisogno di un punto di partenza solido.
La formazione dei docenti non finisce con un corso o un webinar: continua nel momento in cui si torna in classe o si sale su un pullman con qualcosa di concreto da mettere in pratica. In gita con le STEAM nasce in questo solco: uno strumento che non si limita a ispirare, ma che accompagna. Che trasforma una buona idea in un progetto realizzabile, e un progetto realizzabile in un'esperienza che i ragazzi ricorderanno molto più a lungo di qualsiasi verifica.
La bussola che forse i nostri due filosofi stavano cercando, fuggendo dalle stanze.

Referenze iconografiche: Tsuguliev / Shutterstock, jittawit21 / Shutterstock, STEKLO / Shutterstock,
DavideAngelini / Shutterstock, PHOTOCREO Michal Bednarek / Shutterstock