Il mondo in una stanza
Una “camera delle meraviglie” vista da vicino: la collezione di Rodolfo II d’Asburgo

Le “camere delle meraviglie” (in tedesco Wunderkammern) erano ambienti in cui nobili e sovrani raccoglievano ed esponevano le loro collezioni di oggetti d’arte e di curiosità naturali. Le prime camere delle meraviglie, realizzate a metà Cinquecento, contenevano gli oggetti più bizzarri, accostati in un gioco di misteriose corrispondenze che assomiglia a un quadro surrealista: dipinti, sculture, orologi e strumenti scientifici esposti assieme a coralli, piume di uccelli, fossili, scheletri di animali esotici.
La più grande collezione di meraviglie del Cinquecento è stata creata nel Castello di Praga dall’imperatore Rodolfo II d’Asburgo: scopriamone i segreti.
Frans Francken, Camera di arte e curiosità, 1636, Kunsthistorisches Museum, Vienna, particolare.
Un imperatore appassionato di arte, scienza e magia
Sul finire del XVI secolo, l’imperatore Rodolfo II d’Asburgo si circonda dei più grandi sapienti del suo tempo, che trasformano Praga in una capitale cosmopolita dell’arte e della scienza. A corte, artisti e scienziati, alchimisti e astrologi di ogni nazionalità lavorano fianco a fianco per cercare di soddisfare la sete di conoscenza del generoso mecenate.
Rodolfo II ha una passione sfrenata per l’arte e una curiosità profonda per la natura e i suoi meccanismi. Collezionista appassionato e ostinato, è disposto a pagare qualsiasi prezzo pur di ottenere le opere d’arte e gli oggetti più rari che si trovano sul mercato. Per ordine dell’imperatore, una fitta rete di agenti e antiquari si aggira nelle corti e nei porti d’Europa alla ricerca di dipinti moderni, statue antiche, favolosi gioielli, stravaganti novità provenienti dal Nuovo Mondo, dall’Asia e dall’Africa. Il fascino per le terre lontane, da poco scoperte ed esplorate, riversa nelle collezioni reali stranezze e rarità: uova di struzzo, corni di rinoceronte, uccelli del paradiso, coccodrilli, leoni, camaleonti, fossili, maschere azteche, statuette egizie, porcellane cinesi. Nelle mani degli artigiani di corte, esemplari esotici di conchiglie, coralli e noci di cocco intagliate vengono montati su piedistalli in oro e trasformati in preziose oreficerie.
Affascinato dall’occulto e dal soprannaturale, come gran parte degli eruditi del suo tempo, Rodolfo II va in cerca di piante magiche, mandragore e amuleti. Raccoglie reperti che hanno il potere di annientare i veleni e di proteggere dalle malattie: un corno di unicorno (che è in realtà l’enorme dente di un narvalo), lingue di drago (ovvero denti di squalo), artigli di grifone (ossia corna di antilopi), e i bezoar, concrezioni che si formano nello stomaco dei ruminanti.
Anche le pietre dure e quelle preziose, amatissime da Rodolfo II, sono considerate potenti antidoti contro i veleni. L’imperatore le colleziona a centinaia: minerali, agate, topazi, diaspri, cristalli di rocca e cammei, tra cui la splendida Gemma Augustea, l’esemplare più prezioso, un capolavoro del I secolo d.C. oggi conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna.
Accanto alle curiosità esotiche e alle meraviglie dell’arte e della natura, nella Wunderkammer di Praga si possono ammirare strumenti scientifici, matematici e astronomici, sfere armillari, globi terrestri e celesti, specchi “magici” che moltiplicano, capovolgono o deformano le immagini, orologi solari e congegni meccanici che l’imperatore stesso si diletta a progettare: automi in forme umane e animali che si muovono a tempo di musica o piccole navi dotate di minuscoli cannoni che sparano a salve.
La Wunderkammer di Praga come “teatro del mondo”
Per ospitare questa ricchissima collezione, che l’erudito fiammingo Samuel Quicchelberg definì “teatro del mondo”, dal 1590 Rodolfo II fa costruire sopra le stalle del Castello di Praga due nuovi piani di stanze, alle quali può accedere direttamente dalla sua residenza privata. Ogni angolo della Wunderkammer è ricoperto di opere d’arte, gli armadi sono ricolmi di oggetti, alle pareti sono appesi i quadri di pittori italiani, olandesi e tedeschi, dal soffitto pendono gigantesche ossa di animali… Perfino sul pavimento si trovano curiosità da osservare!
Questa raccolta di oggetti, che potrebbe risultare incomprensibile agli occhi di un osservatore moderno, segue in realtà criteri ben precisi, stabiliti dall’imperatore stesso. Nel progetto di Rodolfo II la collezione deve rispecchiare l’unione tra arte, scienza e magia che caratterizza la sua corte. Alla fine del Cinquecento il confine tra i campi del sapere è ancora molto sottile: spesso gli scienziati sono anche alchimisti, gli astronomi si occupano di oroscopi e i matematici scrivono libri di magia. Per il sapiente che aspira a una conoscenza completa della realtà, ogni aspetto di questa deve essere osservato, indagato, conosciuto.
Oggi la Wunderkammer di Praga non esiste più: molte delle sue opere sono andate disperse a partire dalla Guerra dei Trent’anni, ma alcuni capolavori sono approdati al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dov’è confluita anche una parte della collezione del Castello di Ambras appartenuta allo zio di Rodolfo II, l’arciduca Ferdinando II del Tirolo.
IN CLASSE
Le Wunderkammern sono simili alle capsule del tempo: contengono tutto ciò che in una determinata epoca è considerato all’avanguardia, degno di essere osservato, studiato e tramandato ai posteri.
Proponi a studenti e studentesse di progettare una Wunderkammer moderna che contenga le opere d’arte, le invenzioni e gli oggetti più interessanti e rappresentativi del nostro tempo. L’attività può essere svolta in laboratorio disegnando, stampando fotografie o modellando gli oggetti da collocare nella camera delle meraviglie.
Referenze iconografiche: Pixel-Shot/Shuttestock; Wikimedia Commons