Il MOF come oggetto di ricerca

Concluso il case study sull’Istituto Omnicomprensivo Della Rovere di Urbania

Si è concluso nei mesi scorsi il percorso di ricerca dedicato al Modello Organizzativo Finlandese, (MOF) realizzato dall’Unità di Ricerca di Fondazione per la Scuola attraverso un case study approfondito presso l’Istituto Omnicomprensivo Della Rovere di Urbania, scuola capofila della rete nazionale MOF e realtà che da anni ne rappresenta uno dei principali contesti di sperimentazione.

 

Studiare il cambiamento 

La ricerca nasce dalla volontà di osservare il MOF non solo come innovazione didattica e organizzativa, ma come processo di trasformazione scolastica capace di incidere in profondità sul tempo scuola, sulle pratiche educative, sugli ambienti di apprendimento e sul ruolo professionale dei docenti.

Negli ultimi anni la rete MOF ha conosciuto una crescita significativa, coinvolgendo scuole appartenenti a territori, gradi scolastici e contesti molto diversi tra loro. Parallelamente, è emersa l’esigenza di avviare una riflessione strutturata che permettesse di approfondire non soltanto le caratteristiche del MOF, ma anche le condizioni che ne rendono possibile l’avvio, lo sviluppo e la sostenibilità nei diversi contesti scolastici.

In questa prospettiva si inserisce il case study sull’IO Della Rovere, istituto che adotta la sperimentazione dal 2020 e che è stato individuato come caso di studio in quanto osservatorio privilegiato per comprendere cosa accade concretamente quando una scuola prova a ripensare in modo sistemico la propria organizzazione.

Attraverso una metodologia qualitativa esplorativa, la ricerca ha analizzato le diverse fasi di avvio, sviluppo e consolidamento del MOF all’interno dell’istituto, raccogliendo il punto di vista di docenti, studenti e famiglie, oltre a quello della dirigente scolastica. Workshop partecipativi, osservazioni didattiche, interviste e focus group hanno permesso di costruire una lettura multilivello dell’esperienza, restituendo la complessità dei processi di innovazione educativa e delle trasformazioni che accompagnano il cambiamento scolastico.

L’obiettivo della ricerca non è stato quello di misurare gli effetti della sperimentazione, ma di comprendere in che modo l’uso flessibile del tempo scuola possa diventare leva di innovazione sistemica, al fine di ripensare l’insegnamento e l’apprendimento, sostenere il benessere scolastico, promuovere la partecipazione attiva degli studenti e favorire percorsi più inclusivi e personalizzati.

Particolare attenzione è stata dedicata ai fattori che facilitano o ostacolano i processi di implementazione del MOF, con l’obiettivo di approfondire le condizioni necessarie per accompagnare il cambiamento organizzativo e professionale richiesto dalla sperimentazione.

Pur trattandosi di un single case study, e quindi di una ricerca che richiede una lettura prudente e contestualizzata, quanto emerso offre spunti di grande interesse per l’intera rete MOF. Le evidenze raccolte aprono infatti nuove piste di riflessione sul rapporto tra organizzazione scolastica, innovazione didattica, equità educativa e sostenibilità dei processi di cambiamento.

I risultati della ricerca saranno presentati nel corso del prossimo Convegno MOF, come occasione di confronto e riflessione condivisa tra scuole, dirigenti, docenti e comunità educante. Un momento importante non solo per restituire gli esiti del lavoro svolto, ma anche per continuare a interrogarsi, come rete, sulle prospettive future del MOF e sulle condizioni necessarie per sostenere processi di innovazione sempre più consapevoli, strutturati e sostenibili.

 


Referenze iconografiche: MMD Creative/Shutterstock

 

Veronica Mobilio, Antonella Capalbi

Veronica Mobilio coordina l’Unità di Ricerca di Fondazione per la Scuola. In precedenza, ha lavorato come Policy Officer presso la Commissione Europea (DG for Education, Youth, Sport and Culture), occupandosi di politiche educative basate sull’evidenza e innovazione in educazione. Ha inoltre lavorato come Senior Manager for Education Development presso Junior Achievement Europe e come ricercatrice per diverse università italiane. Si occupa di disuguaglianze educative, innovazione didattica, e sviluppo delle competenze con una crescente focalizzazione sull’uso dei dati longitudinali. Coordina progetti di ricerca nazionali ed europei, tra cui il progetto Horizon Europe LINEup. È autrice di contributi scientifici, report di ricerca e pubblicazioni dedicate al rapporto tra educazione, ricerca e politiche pubbliche. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze Sociali ed è curatrice del volume di Fondazione per la Scuola edito dal Mulino La Scuola Che Legge Sé Stessa – Il valore dei dati e della ricerca educativa per l’analisi e il contrasto della dispersione scolastica.

Antonella Capalbi è ricercatrice senior presso l’Unità di Ricerca di Fondazione per la Scuola. Dopo aver conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Sociali, ha lavorato come assegnista di ricerca presso Università di Modena e Reggio Emilia, conducendo studi sociologici in contesti scolastici ed educativi nell’ambito di progetti di ricerca nazionali e internazionali. In collaborazione con Fondazione Marco Biagi, ha ideato e realizzato diverse attività di ricerca partecipata nelle scuole, confluite in pubblicazioni di rilievo nazionale. Tra queste, l’articolo “«Obiettivo Lavoro»: riflessioni intorno a un’esperienza di video-partecipato a scuola”, pubblicato sulla rivista scientifica di educazione e studi culturali Scholé.