Geografia e letteratura

Percorsi che attraversano la didattica disciplinare

“Cosa succede quando, alla competenza razionale della rappresentazione di un luogo, si affiancano le infinite possibilità dell’immaginario letterario?” (Gavinelli, 2020).

È un connubio interessante e suggestivo a cui dedichiamo alcune riflessioni e proposte operative da sperimentare in classe.

La geografia descrive i luoghi; la letteratura utilizza i luoghi, veri o fantastici, per creare e raccontare storie. L’incontro tra geografia e letteratura è arricchente per entrambi perché si accrescono della dimensione soggettiva e intima del racconto del paesaggio e del territorio ove si svolge la storia. (Marengo, 2016)

Gli esempi di intreccio tra geografia e letteratura non sono un fenomeno recente: basti accennare all’Odissea di Omero, alla Divina Commedia di Dante Alighieri, a Robinson Crusoe di Daniel Defoe, per giungere ai giorni nostri con i romanzi dedicati al commissario Montalbano, di Andrea Camilleri.

I generi letterari da cui prendere spunto nella scuola primaria sono diversi: le favole, le fiabe e i miti, la poesia, il teatro, l’autobiografia e la biografia, i racconti di viaggio, il fantasy e la fantascienza, i romanzi, e, non ultimo per importanza, il cinema.

Focalizziamo qui la nostra riflessione sulle fiabe e sui miti.

Fiabe e miti sono vicini al pensiero dei bambini e delle bambine, in equilibrio tra mondo reale e mondo fantastico. Sono altresì vicini al loro cuore perché esercitano un coinvolgimento emotivo con i personaggi del racconto. (Pasquinelli D’Allegra, 2010)

È opportuno soffermarsi allora brevemente sulla particolarità dei due generi. 

Nella fiaba i personaggi sono di solito esseri umani che devono confrontarsi con creature fantastiche oppure oggetti magici che diventano mediatori tra la realtà e la fantasia, in un delicato equilibrio in cui i bambini si identificano. Riescono a trovare una risoluzione ai problemi e a superare gli ostacoli del quotidiano con creatività.

Nel mito i personaggi sono divinità antropomorfe o eroi che con le loro gesta si guadagnano l’immortalità. Il mito è considerato un racconto sacro che anticamente serviva a dare spiegazioni rassicuranti sulla natura. Molti miti sono vicini alla visione “primitiva” del mondo e dei fenomeni naturali dei bambini di questa età.

Le proposte che seguono sono necessariamente pensate per la classe quarta, ma possono essere modulabili e sono interdisciplinari, coinvolgendo non solo italiano e geografia, ma anche educazione all’immagine, tecnologia ed educazione civica. Rispetto agli obiettivi previsti nelle Indicazioni Nazionali 2025 si toccheranno gli ambiti generali previsti dalla geografia e le proposte possono essere offerte alle classi quarte e quinte.

1. Paesaggio, territorio e linguaggio

La fiaba su cui si propone di lavorare a titolo esemplificativo è Biancaneve.

Dopo la lettura collettiva, si invitano gli alunni a individuare gli elementi geografici presenti: il castello della regina, il bosco dove si nasconde Biancaneve, la miniera dove lavorano i sette nani, la casetta dei sette nani; richiamiamo il riferimento al paesaggio reale da cui i fratelli Grimm hanno preso spunto mostrando le immagini dei luoghi: il castello di Lohr am Main in Germania, chiamata la città di Biancaneve; il bosco del Sasseto, chiamato “Bosco di Biancaneve”, ad Acquapendente in provincia di Viterbo, nel Lazio; le miniere del Fursil, chiamate “la miniera dei nani” nel comune di Colle Santa Lucia (BL), in Veneto.

Confrontiamo il paesaggio raccontato con quello reale e lasciamo che le emozioni personali abbiano spazio; facciamo rappresentare il territorio/paesaggio raccontato secondo la modalità ritenuta più opportuna: descrizione orale o scritta, disegno, plastico, mappa...

2. Organizzazione regionale e linguaggio

Il mito sul quale si propone di lavorare è quello di Tifeo, un gigante che tenta di scalare l’Olimpo, ma viene sconfitto da Zeus che, per punire la sua arroganza, lo imprigiona sotto la Sicilia. I suoi movimenti per liberarsi sono la causa dei terremoti e delle eruzioni dell’Etna. 

Dopo la lettura collettiva, chiediamo agli alunni di rappresentare come si immaginano il gigante Tifeo; proponiamo di ricalcare con la carta lucida i contorni della Sicilia e di porre sulla stessa le indicazioni geografiche della narrazione (Messina, Pachino, Etna e Trapani); il lucido sarà la misura per la grandezza del gigante che possiamo disegnare supino con la mano destra a Messina, la mano sinistra a Pachino, la testa sotto l’Etna e le gambe a Trapani.

Il lucido andrà posto sopra il gigante; ricerchiamo su internet gli ultimi terremoti in Sicilia e le ultime eruzione dell’Etna; confrontiamo le risposte della scienza e del mito per la causa dei terremoti e delle eruzioni; proponiamo immagini o video dell’attività vulcanica; realizziamo un plastico della Sicilia; ricreiamo con un esperimento l’eruzione vulcanica (il classico aceto e bicarbonato); parliamo delle indicazioni del Piano di Protezione Civile in caso di terremoti ed eruzioni vulcaniche; confrontiamo la classificazione delle zone sismiche in Italia.

Per concludere, sottolineiamo come anche la lettura prolungata in classe di un romanzo, già prassi in molte classi, offra l’opportunità per un progetto multidisciplinare.

Molti libri offrono l’occasione per creare mappe dei luoghi in cui si svolge la storia, che possono essere spazi circoscritti o nazioni e continenti. A titolo di esempio si suggeriscono Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne, Alice nel Paese delle meraviglie, di Lewis Carroll, Storia di una Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepulveda, Il Piccolo Principe, di Antoine De Saint Exupery, Le città invisibili, di Italo Calvino.


                                         

Bibliografia

  • Marengo M., Geografia e letteratura. Piccolo manuale d’uso, Bologna, Pàtron, 2016

  • Pasquinelli D’Allegra D., Una geografia da favola, Roma, Carocci Faber, 2010

  • Gavinelli D., Geografia e Letteratura: la dimensione oggettiva e soggettiva della narrazione. Intervento nell’ambito delle Officine Didattiche dell’AIIG, sito AIIG, 2020

  • Forti M., Miti e leggende delle montagne italiane, Colognola ai Colli (VR), Gribaudo, 2025

  • MIM, Indicazioni Nazionali per il curricolo Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione, Roma, 2025

Referenze iconografiche: Buffy1982/Shutterstock

Maria Grazia Favaretto

È docente a contratto presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove conduce i laboratori di Geografia nella facoltà di Scienze della Formazione Primaria. È stata tutor di tirocinio presso la stessa facoltà. I suoi interessi di ricerca vertono sulla didattica della Geografia e sulla strutturazione di materiali disciplinari pensati per supportare i docenti nella quotidianità in classe.