Primo Levi e l’appuntamento con la Storia
Un laboratorio didattico civile e orientativo per il 25 aprile
È appena uscito in libreria L’italiano è il ragionare, un’antologia di percorsi laboratoriali per l’orientamento e l’Educazione civica. In occasione del 25 aprile, l’autrice ci racconta come ha guidato in classe la lettura di Ferro, racconto in cui Primo Levi descrive l’amicizia con Sandro Delmastro e la loro chiara opposizione al fascismo.
Il lavoro sul testo: l’università, la chimica, la montagna
Fase di attivazione laboratoriale
Alla lettura dell’estratto da Ferro, quarto capitolo de Il sistema periodico di Primo Levi, in una prima classe di Liceo scientifico di indirizzo matematico, si è arrivati dopo aver già letto e analizzato alcuni brani tratti da Se questo è un uomo, La tregua, I sommersi e i salvati, presenti nell’antologia in adozione. Sulla base delle conoscenze e delle competenze acquisite ho introdotto il laboratorio, cominciando dalla discussione plenaria, attraverso alcune domande-guida sul testo.
Il racconto Ferro è la storia dell’incontro tra Primo Levi e Sandro Delmastro, che si conoscono durante le lezioni di analisi qualitativa del secondo anno alla facoltà di chimica di Torino, frequentata da entrambi. Tra i due nasce un’amicizia molto bella, che si consolida nella passione per i libri d’avventura e per la montagna, di cui Sandro era esperto conoscitore.
Le prime riflessioni condivise con la classe hanno riguardato il contesto storico. Il racconto è ambientato nel 1939, anno successivo all’emanazione delle leggi razziali, che rappresentano per molti un vero e proprio choc: benché non avesse mai subito atti di discriminazione manifesta, Primo comincia ad avvertire su di sé «un lampo minuscolo, ma percettibile, di diffidenza» negli sguardi dei compagni di studi, che gli dà la sensazione che le cose stiano cambiando in peggio. Questa è la chiave di volta nella vita dei due ragazzi, poiché in quel momento si concretizza quella chiara opposizione al fascismo, che non era ancora aperta ostilità e militanza in senso stretto, ma un insieme di posizioni indicative di un qualcosa che era dentro di loro e che la scossa delle leggi razziali portava definitivamente alla luce. Ecco allora che Primo riveste la scelta della chimica di un intrinseco significato etico, contrapposto alle imposture fasciste, Sandro frequenta “da ariano” i tanti amici ebrei (ebrea era anche la sua fidanzata Esther Valabrega), tanto che, a un certo punto, entra nel novero di quanti erano tacciati dai giovani dei Gruppi Universitari Fascisti di essere "gli amici degli ebrei". Un momento di approfondimento molto interessante, per far notare l’utilizzo manipolatorio di un’auctoritas a fini ideologici e propagandistici, si è avuto sull’espressione «o il giudeo che “di voi tra voi non rida”» contenente la famosa citazione dantesca che compare su uno dei numeri de «La Difesa della Razza».
Infine, abbiamo riflettuto insieme su temi quali la montagna e la «carne dell’orso». Ripresa da un’opera poco conosciuta, Smoke Bellew di Jack London, di cui gli studenti e le studentesse hanno letto i primi due capitoli per comprenderne meglio la genesi, l’espressione «assaggiare la carne dell’orso» racchiude il senso di un’esperienza estrema, una sorta di rito di passaggio cruciale nel percorso formativo dei giovani protagonisti di Ferro. Provare il gusto di quella carne vuol dire mettersi in gioco, sfidare il pericolo (però «coscientemente») e sopportare la fatica, trasgredire un divieto per sperimentare le proprie capacità e il proprio potenziale in condizioni-limite.
Il lavoro dal testo: la Resistenza e la Costituzione
Fase laboratoriale con la metodologia Peer to peer
Alla fase preliminare è seguita la divisione in tre gruppi (con sottogruppi, essendo la classe numerosa), ognuno dei quali ha svolto un approfondimento sui temi civili scaturiti dal testo e presenti nel paragrafo a essi dedicato. I gruppi hanno dialogato continuamente tra loro, sotto la mia supervisione: un/una ambasciatore/ambasciatrice, designato/a dai componenti del gruppo stesso, alla fine del laboratorio, si recava presso gli altri due gruppi per informarli dello stato delle ricerche. Lo scopo è stato quello di far circolare le idee, utili anche a chi stava sviluppando un percorso diverso, ma può aver avuto bisogno di quello spunto. Il laboratorio si è focalizzato su tre aspetti principali, poi raccolti in una mappa realizzata a classe intera.
- La Costituzione protegge la democrazia
Il gruppo A ha lavorato sul tema, a partire dalla domanda “La Costituzione protegge ancora oggi la democrazia?”, attraverso un confronto tra le leggi razziali e il contesto in cui maturarono, e l’articolo 3 della Costituzione italiana nata dalla Resistenza. - La Costituzione sostenibile
Il gruppo B ha lavorato sul tema, a partire dalla domanda “Che cos’è la sostenibilità democratica?”. Gli studenti e le studentesse hanno approfondito il concetto di Costituzione «presbite», secondo la definizione di Calamandrei, e riflettuto sull’antifascismo come valore esistenziale, prima che resistenziale, alla luce dell’esperienza di Primo e di Sandro. - L’attendibilità delle fonti digitali: Sandro era Sandro Delmastro
Il gruppo C ha lavorato sul tema, a partire dalla domanda “Possiamo fidarci delle fonti online?”, dal concetto di personaggio ambigeno (e qui Levi riprende Dante nella nozione di figura) e dalla voce del partigiano Alessandro Delmastro in Wikipedia, realizzata con il contributo di studiosi dell’Istituto storico piemontese della Resistenza, insieme a studenti e insegnanti del Liceo D’Azeglio di Torino, con la supervisione di Roberta Mori del Centro internazionale di studi Primo Levi.
Nelle mie intenzioni, questa esperienza laboratoriale ha voluto fornire ai ragazzi e alle ragazze un modello formativo in cui rispecchiarsi: due giovani amici, legati da un sodalizio profondo che, nato nelle aule universitarie, si trasferisce e si rafforza in montagna, luogo simbolo di un apprendistato alla vita, palestra di allenamento alla Resistenza – che proprio in montagna avrebbe visti impegnati tanti partigiani e partigiane – e «altrove» in cui sentirsi liberi, anche di sbagliare; un luogo dove i due ragazzi avrebbero potuto vedere la chimica studiata farsi Materia viva, sperimentare la fatica della scalata e della discesa come preparazione al destino, assaggiare la carne dell’orso e infine, tornati a valle, ritrovarsi adulti e pronti a incontrare la Storia.
Referenze iconografiche: spatuletail/Shutterstock
