Odio leggere
La biblioteca di classe per educare alla lettura

Proponiamo alcuni spunti per realizzare una biblioteca di classe, a partire dai gusti e suggerimenti di studentesse e studenti. La scommessa è quella di contrastare la disaffezione alla lettura da parte dei giovani facendo entrare i libri nello spazio didattico quotidiano.
Questo articolo prende spunto dal volume Odio leggere e propone la realizzazione di una biblioteca di classe come conclusione di un percorso e di una proposta didattica che prende avvio all’inizio dell’anno con un’attività di accoglienza (gli studenti fanno una presentazione di sé ai compagni attraverso un libro particolarmente amato) e porta alla creazione di una comunità di lettori, che organizza e gestisce uno spazio dedicato ai libri nella propria aula.
Partendo dall’idea che, come tanti studenti interessati danno vita a una classe, così tanti libri interessanti danno vita a una biblioteca di classe, queste pagine aiutano a sviluppare una riflessione riguardo all’opportunità di organizzare una biblioteca in classe e alle modalità con cui scegliere e reperire i volumi e strutturare gli spazi.
La biblioteca di classe per coltivare giovani lettori e lettrici
È lecito chiedersi se abbia senso costruire una biblioteca di classe quando magari la scuola dispone già di locali dedicati e di un servizio bibliotecario attivo e vivace. Se non si può nascondere che ci sono casi in cui le biblioteche scolastiche non sono accessibili (per svariate ragioni) o non sono curate in modo adeguato, ci sono tante scuole tuttavia che attivano progetti molto interessanti intorno alla biblioteca, che spesso diventa un luogo di aggregazione anche per iniziative aperte alle famiglie e al territorio. Ma la proposta della biblioteca di classe può convivere perfettamente con tutto questo.
Alcuni dati interessanti
In un mondo in cui il libro rischia di essere meno visibile, per esempio perché tanti libri sono contenuti in un unico e-reader, allestire con volumi un angolo della classe, al limite anche un solo scaffale, può diventare un'occasione visiva e tattile per non far perdere a ragazze e ragazzi il piacere di incontrare i libri.
Tanto più che fino a 14 anni, le studentesse e gli studenti della primaria e della secondaria di primo grado rappresentano la fascia più consistente dei lettori.
I dati Istat su Lettura di libri e fruizione delle biblioteche (dati aggiornati al 2022) mettono in evidenza una quota maggiore di lettori tra i più giovani (fino a 24 anni), con punte più elevate tra gli 11 e i 14 anni (il 57,1% degli appartenenti a questa fascia legge almeno un libro non strettamente motivato da ragioni scolastiche), seppur tra i giovanissimi la lettura complessiva non superi i tre libri l’anno per un lettore su due. L’età di ingresso alla secondaria di secondo grado coincide invece con l’età della flessione della curva che indica la percentuale di lettori.
Questo fenomeno può essere spiegato con il fatto che i giovani, quando finalmente ottengono la libertà di poter gestire in autonomia uno smartphone, subiscono il fascino di altre forme di intrattenimento. Allo stesso modo, probabilmente sono le caratteristiche stesse dei libri, illustrati, colorati, di grande formato, a renderli accattivanti e attrattivi per i lettori più giovani.
Scommettere sui libri
La scommessa è che, facendo entrare i libri nello spazio didattico quotidianamente frequentato da studentesse e studenti, si possa fare concorrenza allo smartphone e contrastare la disaffezione alla lettura.
In sostanza, pensiamo che se le studentesse e gli studenti si trovano ogni giorno a lavorare in uno spazio in cui è presente una biblioteca, questo possa rafforzare in loro la consapevolezza che i libri sono parte integrante del percorso di conoscenza.
Il libro digitale ha la stessa dignità del libro cartaceo rispetto alla possibilità che lo studente si appassioni a un testo, ma non va sottovalutata la possibilità che ci si appresti a leggere un romanzo, anche in forma di e-book o di audiolibro dopo averne vista la copertina o, banalmente, la consistenza e il numero delle pagine.
In primo luogo, perciò, riteniamo che allestire un angolo biblioteca in classe favorisca la reificazione del libro: se lo vedo, esiste. E, se esiste, potrei anche prenderlo in considerazione.
Come organizzare l’angolo biblioteca
Ci limiteremo qui a dare indicazioni molto generiche perché la possibilità di allestire uno spazio attrattivo e accogliente dipende molto dalla dimensione delle aule, dalla qualità degli arredi, dalle risorse economiche destinabili all’acquisto dei materiali. L’angolo biblioteca può essere anche molto piccolo e rappresentare una sorta di “succursale” della biblioteca di istituto: in classe trovo qualche libro da leggere e sfogliare negli intervalli tra le lezioni, anche quando non è previsto che ci si possa recare in biblioteca.
Gli scaffali. Quando fosse possibile, è meglio disporre i libri in modo che si veda la copertina, come negli spazi espositivi delle librerie. Meglio pochi libri ben visibili che tanti di cui sia visibile solo la costa.
Lo spazio. Dove possibile, è utile prevedere uno spazio di lettura contiguo allo scaffale: una postazione dove avvicinarsi appositamente per leggere, che sia diversa dal proprio banco.
Questo consente di fruire di tale spazio anche agli studenti che finiscono prima una verifica, a coloro che hanno disturbi dell’attenzione e che hanno bisogno di avere dei momenti di recupero della concentrazione, o ancora a ragazze e ragazzi che tendono ad annoiarsi quando il docente deve soffermarsi in spiegazioni per gli studenti e studentesse con maggiori difficoltà.
I colori e i cuscini. Alunne e alunni possono essere invitati a dare colore alla biblioteca attraverso cartelloni e disegni. Non bisogna avere paura di connotare tale spazio con elementi che possono apparire “da scuola primaria”, perché le più aggiornate teorie di biblioteconomia confermano che l’arredamento deve essere non solo funzionale, ma anche esteticamente piacevole, creando un ambiente che invita alla lettura e alla scoperta.
Le bacheche. La biblioteca di classe deve essere uno spazio di condivisione delle esperienze di lettura e di approfondimento della conoscenza reciproca. Dovrebbe diventare il luogo in cui ogni studente o studentessa ha occasione di leggere quanto proposto dai compagni. Attraverso i riassunti, le recensioni, i post, che possono essere affissi in una bacheca ed esposti vicino ai libri di cui parlano, ciascuno si accosta ai libri che sono piaciuti di più ai compagni a cui si sente più affine.
Come arricchire la biblioteca di classe
Anche in questo caso ci limitiamo a qualche indicazione molto generica, perché ovviamente la ricchezza e la variabilità dei titoli disponibili dipende molto dalle risorse della scuola piuttosto che dalla disponibilità economica delle famiglie.
La biblioteca “succursale”. Una prima soluzione per arricchire gli scaffali della classe è quella di pensare alla biblioteca di classe come una succursale di quella di istituto, soprattutto se questa è particolarmente fornita. In questo caso si organizza una visita alla biblioteca centrale e si invitano studentesse e studenti a prendere in prestito un libro che hanno già letto e che vorrebbero consigliare al resto della classe. Di quel libro cureranno la promozione, con una breve recensione, un post, un cartellino con tre aggettivi:
Questo libro è consigliato da… perché…
Alla fine del mese i ragazzi riconsegneranno i libri e ne prenderanno di nuovi. Alcuni, molto “gettonati”, potrebbero tornare sullo scaffale perché selezionati da altri studenti. In questo modo la biblioteca di classe sarà sempre implementata, di mese in mese, senza nuove acquisizioni né oneri per alunne e alunni.
La biblioteca “portata da casa”. Studentesse e studenti saranno invitati a portare da casa un libro che hanno letto. In questo caso la biblioteca avrà una dotazione che potrà essere rinnovata di anno in anno, ma stabile per l’anno in corso.
La caratteristica peculiare di questa opzione è che alla fine dell’anno scolastico i proprietari dei singoli volumi potranno riportarli a casa arricchiti dei commenti dei compagni che li leggeranno. Il volume stesso, quindi, diventa un “libro documento” da conservare con cura, un oggetto allo stesso tempo personale e collettivo. I compagni potranno essere guidati a scrivere a matita negli spazi bianchi all’inizio e alla fine della pubblicazione, commenti, apprezzamenti, complimenti per la scelta. La ricaduta positiva di questa modalità è quella di imparare il rispetto per l’oggetto libro, che non mi appartiene e che deve essere preservato per altri lettori e lettrici.
La biblioteca “donata”. Ogni studente e studentessa dovrà acquistare un libro per la biblioteca di classe, che rimarrà poi in dotazione alla scuola con la chiara indicazione in frontespizio su chi sia stato il donatore e quali ragioni abbiano sostenuto la scelta:
Sono… della classe… dell’anno scolastico… e dono questo libro perché…
Per l’anno in corso, ogni libro rimane nella biblioteca di classe, a disposizione dei compagni, che potranno leggerlo durante gli intervalli o nei periodi che l’insegnante deciderà di riservare alla lettura libera. Solo alla fine dell’anno tutti i libri verranno consegnati alla biblioteca di istituto.
L’accessibilità alla biblioteca di classe, però, non deve essere consentita nelle sole ore di italiano: tutti i docenti, di tutte le discipline, dovranno favorire la fruizione della biblioteca di classe, che può essere proposta, come abbiamo già accennato, come spazio di impegno attivo in molti momenti “morti” della lezione, quelli in cui l’insegnante sta seguendo con attenzione solo alcuni studenti in difficoltà.
La biblioteca del mese. In questo caso non sarà determinante la modalità con cui reperire i libri, che potranno provenire sia dalla biblioteca di istituto sia dalle librerie di casa, ma è fondamentale l’approccio tematico. Ogni mese ragazze e ragazzi selezioneranno un tema o un genere, attraverso una votazione democratica secondo criteri da loro stessi definiti (all’inizio dell’anno si lascerà loro una lezione per decidere come procedere). Potrebbero decidere di sorteggiare il nome di uno studente o una studentessa che deciderà il tema del mese, oppure indicare tutti a scrutinio segreto su apposita scheda il tema preferito, o ancora attribuire un punteggio numerico ad alcuni temi selezionati in precedenza e privilegiare il più quotato. Si avvicenderanno quindi il mese dell’horror, il mese delle storie tristi o delle vicende degli eroi dello sport.
La biblioteca di classe riempie un vuoto
La biblioteca di classe può essere uno spazio relativamente indipendente dal lavoro didattico sulle letture proposte dal docente a tutti gli studenti. La sua funzione deve prioritariamente essere quella di testimoniare la presenza dei libri nel nostro orizzonte cognitivo.
Alzo gli occhi dal quaderno e oltre alla lavagna e all’orologio vedo i libri; suona la campanella dell’intervallo e oltre che parlare con i compagni posso distrarmi sfogliando un graphic novel; finisco la verifica prima degli altri e posso continuare a leggere un libro che al mio compagno di banco è piaciuto.
Soprattutto, l’insegnante deve pensare che la biblioteca di classe può rappresentare lo spazio per l’affermazione del diritto numero 5 sancito nel famoso decalogo dei diritti del lettore formulato da Daniel Pennac in Come un romanzo: il diritto di leggere qualsiasi cosa.
Se vogliamo che la biblioteca di classe venga frequentata con interesse e costanza dobbiamo lasciare che siano ragazze e ragazzi a selezionare i volumi: graphic novel, manga, biografie di personaggi a noi sconosciuti…
Se la preoccupazione è che i titoli siano poco stimolanti verso tematiche più adulte o che la qualità delle proposte possa essere troppo semplificata, si può prevedere che i titoli siano proposti sia da studentesse e studenti sia dai docenti della classe, di matematica, di scienze motorie, di arte ecc. Anche in questo caso l’idea prevalente è quella di costruire e rinforzare una comunità di lettori.
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Referenze iconografiche: Av GoodStudio/Shutterstock