Divertirsi con l'italiano
In libreria il nuovo libro di Simone Fornara
Da oggi nelle librerie, il nuovo libro di Simone Fornara, Divertirsi con l’italiano, propone idee e spunti concreti per rinnovare la didattica della grammatica e accendere la motivazione attraverso attività di ludolinguistica, di scrittura (e riscrittura) e di riflessione sull’errore.
Insegnare italiano, oggi, è più che mai una sfida: si tratta di trovare la chiave giusta per coinvolgere le nuove generazioni, poco attratte dalla scrittura e dalla grammatica tradizionali. Come fare? Che cosa proporre? In che modo conciliare lo sviluppo delle competenze linguistiche con il desiderio di apprendere, senza banalizzare i contenuti?
Il nuovo libro di Simone Fornara, Divertirsi con l’italiano, in uscita oggi nelle librerie, fornisce le risposte a queste domande: frutto di un’esperienza pluridecennale dell’autore nella formazione docenti, propone infatti idee e spunti concreti per rinnovare la didattica e accendere la motivazione.
Il libro si rivolge a insegnanti di ogni ordine scolastico e, più in generale, a chi svolge professioni in ambito educativo e linguistico nelle quali la scrittura e la riflessione sulla lingua trovano uno spazio di applicazione più o meno ampio.
Propone un’esemplificazione di attività didattiche di ludolinguistica, di scrittura (e riscrittura) e di riflessione sull’errore, senza trascurare la dimensione più ampia del progetto didattico di scrittura all’interno del quale possono trovare spazio le singole attività o proposte, così come la riflessione sulla lingua.
Il concetto di divergenza
Oltre al legame con la dimensione della lingua scritta, il tratto che accomuna tutte le proposte è la divergenza, cioè lo scarto che le distingue dalla didattica tradizionale: si tratta di attività che si discostano in parte o anche molto da quelle che normalmente si propongono a scuola, in quanto mirano a coinvolgere e motivare, prima ancora che a insegnare. L’apprendimento, però, è il loro approdo naturale, a volte implicito, a volte esplicito. Allo scopo di rendere l’apprendimento più consapevole, infatti, ogni proposta è completata da alcuni suggerimenti e da indicazioni precise per sfruttare gli spunti divergenti nella prospettiva dello sviluppo di competenze di ambito linguistico e grammaticale previste da documenti ufficiali e programmatici quali le Indicazioni Nazionali.
Non si tratta, in definitiva, di una raccolta di giochi e attività ludiche fini a sé stesse, ma di una selezione di pratiche d’aula efficaci e rigorose, che, partendo da spunti sì ludici e divertenti, mirano ad affrontare in modo diverso contenuti, abilità e competenze centrali per lo sviluppo linguistico di chi apprende. Il criterio con cui queste proposte sono state pensate e scelte è la loro adattabilità, sia per ciò che riguarda il contesto di applicazione, sia per quanto riguarda l’età e l’ordine scolastico delle destinatarie e dei destinatari finali: non mancano, in questo senso, suggestioni per adattare le proposte a diverse esigenze e a differenti livelli di difficoltà, perché è possibile lavorare con lettere, parole, frasi e testi sin dalla Scuola primaria e fino ai contesti di formazione degli adulti. Un’attenzione specifica è comunque rivolta alla scuola dell’obbligo, in particolare alla Scuola primaria e alla Scuola secondaria di primo grado, senza che ciò escluda escursioni verso la Scuola dell’infanzia e la Secondaria di secondo grado.
Per una scrittura creativa
Facendo riferimento alla tipologia proposta più volte da Adriano Colombo, che distingueva le forme della scrittura praticata a scuola in scrittura creativa e scrittura funzionale, le proposte del libro afferiscono quasi tutte alla scrittura creativa, nell’accezione intesa proprio dallo studioso, secondo cui la locuzione è «un calco di creative writing, che si riferisce a tutte le pratiche di scrittura che non hanno una destinazione pratica (nemmeno simulata), né di studio: attività a carattere ludico, o espressivo, o di invenzione», mentre la scrittura funzionale riguarda le «attività di scrittura legata a scopi pratici e di studio» (A. Colombo, Tipi e forme testuali nel curricolo di scrittura, in Anna Rosa Guerriero (a cura di), Laboratorio di scrittura. Non solo temi all’esame di Stato. Idee per un curricolo, Quaderni del Giscel, La Nuova Italia, Firenze 2002, pp. 47-48).
La scelta di percorrere le vie della scrittura creativa così intesa ha come conseguenza che non verranno trattate, se non marginalmente, le due fasi del “trovare le idee” (secondo la retorica classica, l’inventio) e della pianificazione (dispositio), che andranno dunque esercitate per altre vie e con altre forme di scrittura, soprattutto nelle fasce di scolarità superiori. Infatti, la scrittura creativa (così come le attività di ludolinguistica maggiormente correlate con la scrittura) mira soprattutto a «mobilitare la voglia di scrivere» e a «superare le condizioni che rendono per tanti studenti lo scrivere un esercizio noioso e faticoso» (ancora Adriano Colombo), e può essere vista come preliminare al passaggio a una composizione più articolata e complessa, anche se può comunque essere utilizzata parallelamente a essa, per consolidare e allenare aspetti specifici (come l’ampliamento del vocabolario e la precisione lessicale, o come la scelta del registro più adeguato in relazione al tipo o al genere di testo).
La convinzione è che proposte di questo tipo possano contribuire a rinnovare la didattica dell’italiano e, più specificamente, della scrittura, vivacizzandola e rendendola più adatta a (ri)destare l’attenzione delle nuove generazioni di apprendenti, anche mediante il recupero di un certo tipo di manipolazione della lingua scritta che, in realtà, lungi dall’essere una novità, affonda le sue radici nella retorica classica greco-latina: una miniera di spunti che, forse, ha solo bisogno di essere ricontestualizzata nella scuola d’oggi.
La struttura del volume
La prima parte è dedicata a un rapido e sintetico inquadramento teorico, che mette in luce il ruolo dei vincoli e delle regole come componente indispensabile per stimolare la creatività; vengono quindi affrontati concetti come la ludolinguistica, la riscrittura e l’errore, nuclei fondanti che stanno alla base delle proposte didattiche. Non mancano alcune riflessioni sul ruolo del testo d’autore/d’autrice e sull’opportunità di agganciare alle attività momenti di riflessione linguistica mirati, per “fare grammatica” in modo contestualizzato e coinvolgente.
Nella seconda parte, vengono descritte proposte didattiche operative allineate ai principi teorici, per accompagnare le classi a giocare con lettere, parole e frasi, manipolare il testo, e riflettere sugli errori.
Infine, vengono proposti veri e propri progetti di scrittura, scanditi nelle diverse fasi. Per darvi un assaggio del volume, vi proponiamo qui sotto un progetto di scrittura che mette a tema l’errore e il suo valore formativo: educare all’importanza dell’errore permette infatti a studentesse e studenti di saperlo riconoscere come motore importante per l’apprendimento a scuola, e così nella vita.
Referenze iconografiche: Zaie/Shutterstock, Shutterstock AI Generator
