Il nuovo Esame di Maturità

Argomentare, collegare, interpretare: le nuove sfide per docenti e studenti

L’Esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione dal 2026 torna ufficialmente alla denominazione di Esame di Maturità. È una delle modifiche contenute nel decreto-legge 127 del 9 settembre 2025 che introduce, con effetto immediato, “misure urgenti per la riforma dell’Esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026”. Si tratta, innanzitutto, di un cambiamento organizzativo che riflette, al tempo stesso, una diversa concezione della valutazione finale: selettiva e orientata alla verifica di competenze consolidate nel corso degli anni. In questo nuovo quadro, anche il ruolo delle lingue straniere merita una riflessione attenta, soprattutto da parte dei docenti che ne accompagnano l’apprendimento.

Esame di Maturità 2026 – Le principali novità

L’Esame di Maturità, a partire dall’anno scolastico 2025/26:

  • verifica conoscenze, abilità e competenze specifiche dell’indirizzo di studio;
  • valuta anche maturazione personale, autonomia e responsabilità;
  • tiene conto di:
    • impegno scolastico
    • educazione civica
    • competenze digitali
    • attività coerenti con il percorso di studio.

Due aspetti vengono inoltre messi in rilievo dalla norma sulla maturità 2026: la formazione scuola-lavoro assume un ruolo centrale e il Curriculum dello studente viene valorizzato nel colloquio dell’’Esame di Maturità.
Il colloquio riguarda quattro discipline, scelte dal Ministero. Entro gennaio sono stati definiti:

  • la disciplina della seconda prova
  • l’eventuale terza prova scritta (per alcuni indirizzi)
  • le 4 discipline del colloquio e le modalità di svolgimento.

Il colloquio valuta:

  • l’apprendimento disciplinare;
  • la capacità di collegare le conoscenze;
  • l’argomentazione critica e personale;
  • il livello di responsabilità e maturità.

Ci sarà una commissione ogni due classi composta da:

  • 1 presidente esterno
  • 2 commissari esterni
  • 2 commissari interni

Nella valutazione finale agli studenti che raggiungono un punteggio di almeno 90/100, la commis-sione può attribuire fino a 3 punti integrativi.

La preparazione disciplinare per far emergere competenze

A livello generale, la riforma con la razionalizzazione della commissione e, soprattutto, con la ridefinizione della prova orale risponde all’esigenza evidentemente sentita dal legislatore di restituire centralità alla preparazione disciplinare e alla capacità di argomentazione dello studente. L’orale non è più concepito come un percorso, ma come un colloquio strutturato su un numero limitato di discipline, scelte a livello ministeriale, che richiede studio, padronanza dei contenuti e consapevolezza del proprio percorso formativo.
La prova orale, in questo nuovo assetto, si configura come un momento di sintesi: da semplice interrogazione potrebbe trasformarsi in un’occasione per dimostrare competenze comunicative, capacità critiche e di collegamento tra saperi. È in questo contesto che la lingua inglese può trovare uno spazio significativo. L’inglese, infatti, non è soltanto una materia curricolare, ma una competenza trasversale che attraversa ambiti culturali, scientifici e sociali, e che può anche costituire la chiave di accesso a prospettive internazionali.
Per i docenti di inglese, la Maturità 2026 rappresenta quindi una doppia sfida: da un lato, preparare gli studenti a un eventuale utilizzo della lingua in sede di esame orale, soprattutto negli indirizzi in cui essa compare nel novero delle discipline scelte dal Ministero per la prova orale; dall’altro, contribuire alla formazione di studenti capaci di utilizzare l’inglese come strumento di comunicazione consapevole, flessibile e autentico. In questa prospettiva, l’insegnamento della lingua non si limita alla preparazione di una prova, ma diventa parte integrante del processo di maturazione culturale e personale che l’Esame di Maturità intende oggi certificare.

La letteratura nel colloquio

Nel nuovo assetto dell’Esame di Maturità, il testo letterario – che dovrebbe essere lo strumento privilegiato di verifica delle competenze nei licei dove l’inglese è materia di prova orale - si conferma uno strumento importante per valutare non solo le competenze linguistiche dello studente, ma anche la sua capacità di interpretare, contestualizzare e argomentare: tutte abilità che il colloquio richiede in modo esplicito. Leggere un testo letterario in lingua inglese non significa semplicemente comprenderlo nella sua superficie, ma interrogarlo, situarlo nel suo contesto storico-culturale, riconoscerne le scelte stilistiche e metterlo in dialogo con altre opere, altri autori, altre epoche — o con temi di attualità e di cittadinanza globale. È questo tipo di interazione profonda con il testo che allena lo studente all’argomentazione critica e alla costruzione di un discorso personale e coerente.

La letteratura, in questo senso, non è solo un contenuto da studiare, ma una palestra del pensiero. Attraverso l’analisi testuale lo studente impara a selezionare le informazioni rilevanti, a formulare un’interpretazione e a sostenerla con prove concrete tratte dal testo, sviluppando esattamente quella capacità di claim e argument che il colloquio mira a valutare. L’inglese del testo letterario, con la sua densità semantica e le sue molteplici stratificazioni di senso, offre un terreno eccezionalmente ricco per esercitare queste competenze.

Per i docenti di lingua e cultura inglese, la sfida concreta è allora quella di accompagnare gli studenti non solo nella lettura e nell’analisi del testo, ma nel passaggio dal testo al discorso: dalla capacità di dire cosa dice un’opera alla capacità di spiegare come e perché — e di mettere questa riflessione al servizio di una voce propria, critica e matura, quale il colloquio dell’Esame di Maturità richiede oggi di esprimere.

In questo senso ci sembra importante mettere in evidenza due aspetti di competenza che l’esame di maturità ci chiede di allenare: il saper argomentare e la capacità di fare collegamenti. Si tratta di due aspetti che possono valere per l’interrogazione di letteratura, così come per l’interrogazione su testi e argomenti non letterari: si consideri, ad esempio, un’interrogazione su argomenti di attualità socioeconomica (globalizzazione, temi geopolitici, turismo sostenibile, ecc.) negli Istituti Tecnici.

Saper “argomentare”

Durante il colloquio, agli studenti può essere richiesto di esprimere un’opinione su un argomento o su un testo, ma ciò che davvero conta è come imparano a sviluppare e ad esprimere questa opinione: la commissione vuole vedere che lo studente ha interagito con ciò che ha studiato, come sa rileggere i contenuti appresi, come li mette in relazione con il proprio vissuto e/o il proprio punto di vista e come sa sostenere le proprie affermazioni. Diventa importante sviluppare la capacità di saper “argomentare”, ossia fornire la ragione (argument) a sostegno della propria tesi (claim) in un discorso logico e coerente.

La capacità di “fare collegamenti”

La capacità di fare collegamenti è uno degli strumenti più potenti che lo studente ha per dimostrare una comprensione profonda del materiale studiato. Saper fare collegamenti significa non solo saper stabilire relazioni tra epoche, autori, opere, altre letterature e perfino discipline diverse, ma soprattutto significa dare prova di aver sviluppato una visione articolata. La vera maturità emerge proprio quando uno studente è in grado di intrecciare le sue conoscenze in modo coerente e critico, dimostrando di non essere solo un accumulatore di informazioni e contenuti, ma un pensatore attivo e riflessivo. Avere la capacità di fare collegamenti è anche un segno di autonomia nell’apprendimento. Non si tratta solo di ripetere ciò che è stato insegnato, ma di essere in grado di connettere le proprie esperienze, conoscenze e riflessioni per costruire un discorso personale e coerente.
Nel colloquio dell’Esame di Maturità la capacità di fare collegamenti non riguarda solo la letteratura: agli studenti può essere chiesto di collegare la letteratura con altre discipline, prospettive, temi contemporanei e con l’Educazione civica e/o gli obiettivi dell’Agenda 2030. Questo tipo di competenza è particolarmente apprezzato nel colloquio, in cui gli esaminatori cercano di vedere come uno studente riesca a navigare tra diverse conoscenze e a farle dialogare in modo organico.

Una idea per il lavoro in classe

Proponiamo qui una scheda che può accompagnare il lavoro di preparazione al colloquio in classe o che può essere usata per abituare gli studenti a riflettere su alcuni concetti chiave dell’Esame di Maturità:
pensiero critico + competenza comunicativa + uso consapevole dei contenuti.

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Uno strumento per leggere la Maturità 2026

La Maturità 2026 sembra voler ridefinire il significato stesso dell’esame finale: non più soltanto una verifica cumulativa di contenuti, ma un momento in cui lo studente è chiamato a dimostrare di saper usare ciò che ha appreso in modo consapevole, critico e personale.
In questo senso, la preparazione al colloquio dell’Esame di Maturità non può ridursi all’allenamento alla risposta corretta, ma deve diventare un percorso che abitui le studentesse e gli studenti a collegare, argomentare, valutare e prendere posizione.
E può costituire un invito a ripensare il lavoro sulla letteratura e sulla lingua inglese non solo in funzione dell’esame, ma come parte integrante di un processo di crescita che l’Esame di Maturità è chiamato oggi a riconoscere.
Uno strumento per supportare questo processo è offerto dal nuovo sussidio di LANG Get Ready for the New Oral Exam, ideato dalla stessa Autrice di questo contributo, di cui riportiamo un esempio di scheda operativa.

Referenze iconografiche: Juice Flair/Shutterstock

Silvia Minardi

Docente di inglese presso il Liceo “Quasimodo” di Magenta, ha un dottorato di ricerca e si occupa di formazione del personale docente. È membro del gruppo di esperti sulle politiche linguistiche del Consiglio d’Europa (Strasburgo) e collabora con il Centro Europeo di Lingue Moderne del Consiglio d’Europa (Graz). È presidente nazionale di LEND, lingua e nuova didattica.
È autrice di materiali per Pearson e Sanoma.