Il curricolo di filiera 4+2: per una scuola che guarda al futuro

La filiera 4+2 rappresenta una delle principali sfide per il rinnovamento dell’istruzione tecnica italiana. A partire dall’esperienza dell’ITTS "Alessandro Volta" di Perugia, l’articolo propone una lettura della riforma che supera la logica del "4+2" per delineare un vero curricolo verticale di sei anni, costruito attraverso la coprogettazione tra scuola, ITS Academy, imprese e territorio. Una riflessione sui presupposti pedagogici, sulle innovazioni didattiche e sulle criticità che accompagnano la costruzione di una scuola capace di educare, orientare e preparare i giovani alle sfide del futuro.

Un’esperienza che nasce dalla sperimentazione

L’esperienza dell’ITTS "Alessandro Volta" di Perugia dimostra come la sperimentazione della filiera formativa tecnologico-professionale 4+2 possa trasformarsi in un’opportunità di innovazione dell’intero sistema educativo. Fin dalle prime fasi del percorso sperimentale, l’Istituto ha interpretato la riforma non come un semplice cambiamento ordinamentale, ma come l’occasione per ripensare il rapporto tra scuola, formazione terziaria, imprese e territorio. Da questa visione è nato un ecosistema educativo fondato sulla collaborazione stabile con ITS Umbria Academy, università, enti di formazione, aziende e istituzioni, nel quale la progettazione condivisa dei percorsi diventa il motore dell’innovazione didattica. Questa impostazione ha trovato una concreta realizzazione nella nascita del Volta Tech Hub Umbria e del Volta Automation Campus, due campus concepiti non soltanto come spazi dotati di laboratori avanzati, ma come ambienti di apprendimento aperti al territorio, nei quali formazione culturale, innovazione tecnologica e sviluppo delle competenze professionali si integrano in un’unica visione educativa. Il Campus diventa così il luogo in cui la scuola amplia i propri confini, dialoga con il mondo produttivo e costruisce percorsi capaci di accompagnare gli studenti verso il lavoro e la cittadinanza attiva.

Una nuova visione: il curricolo verticale in sei anni

L’elemento più innovativo di questa esperienza è la visione del curricolo di filiera: il modello 4+2 non viene interpretato come una semplice riduzione del percorso quinquennale a quattro anni con il successivo accesso agli ITS Academy, ma come un unico percorso verticale di sei anni. La continuità tra istruzione secondaria, formazione terziaria e mondo del lavoro diventa così il principio organizzatore dell’intero curricolo, capace di integrare formazione culturale, competenze tecnico-professionali, cittadinanza, orientamento e occupabilità in un progetto educativo unitario.

Risulta evidente che all’interno di questa nuova impostazione la progettazione non può più essere affidata esclusivamente alla scuola, ma deve diventare un processo di coprogettazione tra tutti gli attori della filiera: ITS Academy, imprese, università, enti di formazione e territorio. L’obiettivo è costruire percorsi coerenti e flessibili, in grado di garantire agli studenti un’ampia possibilità di scelta e di facilitare i passaggi tra i diversi segmenti dell’istruzione e della formazione.

Imparare facendo

Il curricolo deve inoltre mantenere un equilibrio tra la solidità delle competenze culturali di base e lo sviluppo delle competenze tecnico-professionali, senza trascurare le soft skills sempre più richieste dal mercato del lavoro. In questa prospettiva assumono un ruolo centrale le esperienze di apprendimento on the job, attraverso apprendistati, Formazione in Situazione Lavorativa (FSL), attività laboratoriali e moduli condivisi con le imprese, che consentono agli studenti di confrontarsi con contesti reali senza rinunciare alla dimensione educativa della scuola. L’innovazione metodologica rappresenta un altro pilastro della filiera. Didattica laboratoriale, metodologie attive, interdisciplinarità e flessibilità organizzativa permettono di superare una trasmissione puramente nozionistica del sapere. Grande attenzione viene riservata alle discipline STEM, alla sostenibilità ambientale, all’internazionalizzazione attraverso percorsi CLIL, certificazioni linguistiche e mobilità Erasmus, oltre che all’orientamento, inteso come processo continuo di valorizzazione dei talenti e di contrasto alla dispersione scolastica.

L’Intelligenza Artificiale entra nel curricolo

In questo scenario assume particolare rilevanza anche l’Intelligenza Artificiale. Nel modello proposto dal Volta, l’IA non è considerata soltanto come uno strumento tecnologico, ma una competenza trasversale che attraversa l’intero curricolo. Gli studenti sono chiamati a comprenderne il funzionamento, a valutarne criticamente opportunità e limiti, a riflettere sugli aspetti etici, sulla tutela dei dati, sul copyright e sull’impatto delle tecnologie nei processi produttivi e sociali. L’IA diventa così uno spazio privilegiato di coprogettazione tra scuola, ITS e imprese, capace di collegare competenze tecniche, pensiero critico e responsabilità educativa.

Le criticità da affrontare

Accanto alle grandi opportunità, emergono tuttavia alcune criticità che non possono essere trascurate. La realizzazione di un modello realmente integrato richiede edifici scolastici adeguati, laboratori innovativi, spazi comuni, mense e servizi coerenti con un tempo scuola più esteso. A ciò si aggiungono le difficoltà legate alle infrastrutture del territorio, in particolare ai trasporti, che possono limitare la partecipazione degli studenti provenienti dalle aree più periferiche.

Un’altra sfida riguarda la progettazione del curricolo quadriennale. Evitare che la riduzione dei tempi si traduca in una semplificazione dei contenuti significa ripensare profondamente la didattica, superando la logica dell’accumulo disciplinare e costruendo percorsi fondati sui nuclei essenziali del sapere. È una trasformazione che richiede investimenti, formazione dei docenti e una cultura della coprogettazione ancora tutta da consolidare.

Una scuola che costruisce il futuro

L’esperienza del Volta dimostra tuttavia che la filiera 4+2 può rappresentare molto più di una riforma organizzativa. Se interpretata come un curricolo verticale di sei anni, costruito insieme al territorio e orientato alla crescita della persona, essa può diventare un modello capace di integrare formazione culturale, innovazione tecnologica e sviluppo delle competenze professionali. Una scuola che non prepara soltanto al lavoro, ma educa cittadini consapevoli, capaci di comprendere il cambiamento e di contribuire a costruirlo.

 

Referenze iconografiche: ©industryviews/Shutterstock

Fabiana Cruciani

Musicista, cantante, formatrice sui temi del PNSD e dell’orientamento, Fabiana Cruciani, dal 2021 è dirigente dell’I.T.T.S. A. Volta di Perugia, scuola fondatrice di Avanguardie Educative e recentemente individuata da INDIRE tra le 26 scuole italiane per la sperimentazione sull’IA. Grazie alla sperimentazione sulla filiera 4+2, l’ITTS A Volta ha ottenuto il premio della Fondazione della scuola italiana per le eccellenze della filiera (Didacta 2026); inoltre il progetto "Volta Tech Hub Umbria" è risultato vincitore, primo a livello nazionale con il massimo del punteggio, dell’Avviso PNRR per i Campus formativi integrati per la filiera tecnologico-professionale.