Le migrazioni di Sapiens
L’essere umano ha una tendenza naturale a emigrare? Intervista a Telmo Pievani
In questa intervista, condotta dal giornalista scientifico Paolo Magliocco, Pievani racconta il viaggio di Homo Sapiens dall’Africa agli altri continenti, in una riflessione tra passato e presente che tocca due temi cruciali del nostro tempo: le migrazioni e i cambiamenti del clima. Alle migrazioni dei primi umani e alle loro ibridazioni è dedicato uno dei suoi libri più recenti, Dove comincia l’uomo. Ibridi e migranti: una breve storia della avventura umana, 2025, scritto con il medico Giuseppe Remuzzi.
Guarda il video dell’intervista >>
Siamo migranti da due milioni di anni
In questa intervista, il filosofo della scienza ed evoluzionista Telmo Pievani spiega perché in Homo Sapiens è radicata la tendenza a migrare, fin dalle sue origini, motivando le ragioni di tale tendenza e confrontandole con le esigenze che ancora oggi spingono gli esseri umani a spostarsi. In un mutato scenario, restano alcuni elementi comuni: la geografia degli spostamenti, la ricerca delle risorse, i mutamenti del clima.
Siamo una specie ibrida
Tocca poi un tema interessante e nuovo nella ricerca scientifica: non solo gli incontri e la convivenza di Sapiens con altre specie umane in alcune aree del Pianeta, ma anche la sua ibridazione, derivata dalla scoperta che per un lungo periodo non vi è stata interruzione del flusso genico tra specie diverse. Nel nostro Dna sono stati riconosciuti frammenti degli antenati estinti, che hanno arricchito di diversità genetica la storia umana.
Passato e presente: un esercizio da proporre in classe
Com’erano le migrazioni umane senza confini nazionali? Una riflessione che parte da un presente fatto di frontiere politiche e torna indietro per immaginare un mondo che ne era totalmente privo, dove i gruppi umani si muovevano liberamente sul territorio ma in un tempo dilatato di migliaia di anni rispetto ai pochi mesi di oggi. Fino a ipotizzare uno scenario con flussi migratori sempre più intensi che fanno parlare del prossimo futuro come di un “secolo nomade”.
Referenze iconografiche: © Shutterstock Ai Generator