Arte e pace

Musei e beni culturali come ecosistemi di educazione alla pace

Partendo dal dinamismo de La Danza di Matisse come raffigurazione della pace, l'articolo propone riflessioni circa le recenti direttive UNESCO (2023) e ICOM (2025) e successivamente suggerisce, su questi temi, percorsi didattici per la scuola secondaria. Attraverso casi studio italiani da nord a sud della penisola, vengono proposte attività operative per trasformare il patrimonio culturale in una piattaforma di dialogo, inclusione e gestione dei conflitti.
L'obiettivo suggerire una lettura del rapporto tra arte e pace volta a formare cittadini consapevoli capaci di intendere la pace come cittadinanza attiva.

Capita spesso con i miei studenti e studentesse che, osservando La danza del pittore Henri Matisse, si colleghi istintivamente quella scena alla pace.
Cinque figure nude si tengono per mano in un girotondo arcaico, senza competizione, senza gerarchia, solo con un movimento comune. La collina verde diventa un mondo possibile, il cielo blu un universo che abbraccia e che aiuta a riflettere attraverso questo colore simbolo di spiritualità. È una pace corporea, dinamica, costruita sul gesto semplice del legarsi gli uni agli altri: la possibilità di pensare la convivenza non come equilibrio statico, ma come danza condivisa in cui ciascuno cerca di dare la mano al proprio vicino.
Potentissima questa immagine di Matisse che può essere estesa a tutta l’arte nel senso più olistico del termine. Un invito all’umanità a leggere il patrimonio culturale come piattaforma di pace, se con essa intendiamo non solo l’assenza di guerra, ma anche opportunità materiali ed immateriali attraverso le quali si costruiscono ponti tra diverse culture e si aprono visioni del mondo, creando spazi di dialogo e cittadinanza attiva.

La Raccomandazione dell’UNESCO

Nel novembre 2023 i Paesi dell’UNESCO hanno approvato la nuova Raccomandazione sull’educazione alla pace e ai diritti umani, alla comprensione internazionale, alla cooperazione, alle libertà fondamentali, alla cittadinanza globale e allo sviluppo sostenibile: un segnale forte che sottolinea come la scuola possa essere il luogo in cui impariamo a vivere insieme, in un mondo più giusto e sostenibile.
L’educazione, in tutte le sue espressioni e contesti, può trasformare il nostro sguardo sul mondo e il modo in cui ci relazioniamo con gli altri. È un viaggio che ha il potere — e la responsabilità — di generare una pace duratura, al fine di costruire società più giuste, eque, inclusive, democratiche, sane e sostenibili, e quindi pacifiche.
Il raggiungimento e il mantenimento della pace si configurano, dunque, come un processo attivo che dipende dalle azioni quotidiane di ogni singolo individuo.
Questo strumento si pone in piena continuità con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, integrando le riflessioni sulla cittadinanza globale, sulla pace e sui diritti umani. La Raccomandazione richiede l’attuazione di un’ampia gamma di azioni che vanno dalla costruzione di spazi educativi inclusivi, al rafforzamento dei sistemi scolastici per promuovere la salute e il benessere fisico e mentale, all’urgenza di investire in programmi educativi che promuovano la cittadinanza globale e lo sviluppo sostenibile, fino all’opportunità di incorporare la cultura e le arti nelle pratiche educative per una migliore comprensione del patrimonio materiale ed immateriale delle società contemporanee e della storia.

Patrimonio culturale e memoria storica

Già subito dopo la sua nascita al termine del secondo conflitto mondiale, l'UNESCO aveva inaugurato la propria attività legislativa con la Convenzione dell'Aia, redatta e approvata ufficialmente nel 1954. Qui si estendeva il concetto di arte e patrimonio culturale: la tutela non riguardava più soltanto i grandi monumenti, ma veniva allargata, per esempio, a oggetti preziosi, opere d'arte, documenti librari. Un'iniziativa fondamentale per garantire la salvaguardia della memoria storica collettiva durante le guerre.

Lo Statement for peace e l’arte come spazio di condivisione

L’arte dovrebbe servire proprio a questo, come scriveva Paul Klee: non a riprodurre soltanto ciò che è visibile, ma a rendere visibile ciò che non sempre lo è o che non lo è più.
Questo è stato in diverse forme e approcci stilistici l’obiettivo degli artisti di cui oggi dobbiamo cogliere l’eredità facendo dell’arte una piattaforma di studio, relazione, ricerca ed azione che contribuisca ad affrontare la quotidianità in questo mondo dalle sfide ambientali, culturali, internazionali e politiche sempre più complesse.
Anche l’International Council of Museum (ICOM) ha provato nel 2025 a rispondere a questa sfida attraverso lo Statement for peace che sottolinea come il patrimonio e i musei possano essere luoghi di condivisione e ingaggio senza confini.
Nella nuova definizione di museo pubblicata nel 2022 dopo un complesso dibattito internazionale, ICOM stesso riconosceva questi luoghi come aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, volti a promuovere la diversità e la sostenibilità, con la partecipazione delle comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze; sottolineando la possibilità che l’arte, attraverso gli spazi che la ospitano a vario titolo, possa sviluppare aggregazione e dialogo.
In quest'ottica, i musei, i beni culturali e l'arte nel suo complesso dovrebbero farsi promotori di un'educazione alla pace intesa come un impegno quotidiano per favorire il dialogo, la salute mentale e fisica, e la tolleranza. Attraverso progetti concreti, le istituzioni culturali possono incoraggiare il rispetto dei diritti umani e dei valori civili, trasformando l'arte in uno strumento attivo per formare cittadini del mondo consapevoli e rispettosi.

Il ruolo sociale e civico dei musei e del patrimonio

In questo quadro, da nord a sud dello stivale, i musei e il patrimonio nelle sue diverse forme sono infatti da sempre luoghi con un ruolo sociale importante, di pace nel senso ampio del termine.
Si pensi per esempio alla Reggia di Venaria Reale nell’area di Torino, che nel gennaio 2026 ha offerto a studentesse e studenti le “chiavi della Reggia”, per una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale del territorio in cui abitano; oppure al museo a cielo aperto del sito UNESCO “Portovenere: Cinque Terre e le isole”, che offre ogni giorno ai visitatori provenienti da tutto il mondo scenari di tutela e conservazione storica, culturale e ambientale di eccezionale valore universale. O ancora a musei come piattaforme per affrontare il trauma, come è successo in GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo -, che durante il periodo del COVID‑19 ha realizzato il progetto “Ti Bergamo - una comunità”, sulla solidarietà e la memoria collettiva della pandemia. Oppure, al Museo Historiale di Cassino, presso l’omonima abbazia, dove si affronta invece il tema della rinascita del territorio e della forza di ricostruire dopo la Seconda guerra Mondiale, e alla Reggia di Caserta, luogo di cittadinanza attiva e tutela del patrimonio di tutti, che, attraverso la “Reggia Card”, offre ingressi annuali per diverse fasce di età promuovendo un sistema culturale ed economico in cui l’edificio storico dialoga con il tessuto sociale e viceversa.

L’arte come piattaforma di pace

Il ruolo dell’arte, quindi, va oltre l’estetica e lo studio degli artisti del passato: è una chiamata alla responsabilità civica. Musei e luoghi della cultura devono divenire ponti tra le culture, tra le diversità culturali e sociali, in mezzo ai giovani, indipendentemente dai loro contesti di provenienza. A tal proposito, integrare la sensibilità artistica e la conoscenza del patrimonio nei programmi di Educazione civica potrebbe essere un’opportunità per fornire ai studenti e studentesse nuovi strumenti critici per comprendere i diritti umani e la dignità dell'altro. Solo se sapremo coltivare il dialogo e il rispetto tra le sale di un'esposizione o tra le pagine di un libro, potremo sperare di tradurre quegli stessi valori nella nostra quotidianità.
La pace, dopotutto, è l'opera d'arte più complessa e preziosa che siamo chiamati a realizzare insieme.

Dallo studio all’azione: attività e laboratori

Vengono qui proposte alcune suggestioni di lavoro come risorse operative per i docenti per trasformare questi spunti in attività da svolgere in aula, sia dal punto di vista della sperimentazione di metodologie didattiche sia come possibili argomenti di Educazione civica.

PERCORSO 1 | L’arte come palestra di pace

Utilizzando l'incipit su Matisse, si propone una riflessione sull’arte come linguaggio per decodificare i conflitti e costruire la pace (SDG 16 dell'Agenda 2030).

Per la Scuola secondaria di primo grado (Focus: Empatia e Relazione)

1. Laboratorio "Il cerchio di Matisse": dopo l'analisi dell'opera, proporre un'attività di “tableau vivant”. Studentesse e studenti devono ricreare la danza. Cosa succede se uno/una molla la presa? Come cambia l'equilibrio se qualcuno tira troppo forte?
Obiettivo: comprendere l'interdipendenza e la responsabilità individuale nel gruppo. 

2. Mappe del Patrimonio locale: invitare ragazze e ragazzi a mappare i "segni di pace" nel loro quartiere (una targa, un giardino, un murales).
Obiettivo: sviluppare il senso di appartenenza e tutela del bene comune. 

Per la Scuola secondaria di secondo grado (Focus: Analisi critica e Complessità)

3. Analisi dei "Nuovi musei": analizzare lo Statement of Peace dell'ICOM e confrontarlo con le realtà locali. Studentesse e studenti possono progettare una "proposta di inclusività" per un museo della loro città.
Obiettivo: esercitare la cittadinanza attiva e il pensiero progettuale.

 

PERCORSO 2 | I musei come piattaforme di cittadinanza attiva

Si propongono laboratori, ispirati alle attività di alcuni musei, al fine di suggerire pratiche e riflessioni di cittadinanza attiva inerenti al patrimonio culturale

Per la Scuola secondaria di secondo grado

1. Laboratorio "Le chiavi della città" (Ispirato alla Venaria Reale)
Obiettivo: trasformare studentesse e studenti da spettatori passivi a custodi attivi del patrimonio.
  • Attività: ragazze e ragazzi, divisi in gruppi, scelgono un monumento o un piccolo museo locale e redigono un "Manuale di benvenuto per i coetanei".
  • Output: un reel per Instagram, una brochure cartacea o un podcast in cui "consegnano le chiavi" simboliche del luogo a nuovi cittadini.
  • Competenze attivate: consapevolezza del patrimonio culturale e cittadinanza attiva.


2. Workshop "Oggetti di resilienza" (Ispirato alla GAMeC di Bergamo)
Obiettivo: organizzare una esposizione per affrontare e elaborare traumi collettivi o personali.

  • Attività: partendo dal progetto "Ti Bergamo", si chiede a studenti e studentesse di individuare un "oggetto-memoria" legato a un momento delicato della comunità (la pandemia, un evento locale, o una sfida scolastica).
  • Output: spazio espositivo temporaneo di classe (fisica o digitale) dove ogni oggetto è accompagnato da una didascalia che spieghi come quell'oggetto rappresenti la solidarietà o la forza di superare l'ostacolo.
  • Competenze attivate: intelligenza emotiva e gestione dei conflitti (Pace interiore e sociale).

3. Discussione: "Ambiente vs Storia?" (Ispirato a Portovenere e Cinque Terre)
Obiettivo: comprendere la complessità della tutela in un sito UNESCO.

  • Output: un brainstorming su un caso critico. Ad esempio: "È giusto limitare l'accesso dei turisti (numero chiuso) per proteggere un paesaggio fragile, anche se questo provvedimento danneggia l'economia locale?".
  • Ruoli: la classe si divide in gruppi: ambientalisti, commercianti, storici dell'arte, amministratori locali.
  • Competenze attivate: pensiero critico e sviluppo sostenibile (Agenda 2030).

4. Progetto "La Mia Reggia Card" (Ispirato alla Reggia di Caserta)
Obiettivo: analizzare il valore economico e sociale della cultura.

  • Attività: studentesse e studenti devono progettare un sistema di "fidelizzazione civica". Se fossero i direttori di un museo, quali servizi offrirebbero per far sì che i cittadini ci tornino ogni settimana? (es. spazi studio, laboratori di riparazione oggetti, concerti, orti sociali).
  • Output: presentazione di un bilancio sociale che dimostri come il museo possa generare pace e benessere attraverso l'economia della cultura.
  • Competenze attivate: imprenditorialità e visione sistemica.

Link ai testi, ai musei e ai siti culturali

ICOM (2025), Statement for peace,

UNESCO (2023), Raccomandazione sull’educazione alla pace ai diritti umani  e allo, sviluppo sostenibile, Parigi,

GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
[La GAMeC di Bergamo è un museo che ospita e promuove l'arte moderna e contemporanea, organizzando mostre temporanee con artisti nazionali e internazionali, gestendo la collezione civica di circa 3000 opere dal Novecento a oggi]

La Venaria Reale
[home page del complesso La Venaria Reale, uno dei beni simbolo del Circuito delle Regge Reali del Piemonte costituito da quattro attrattori di pregio: la Reggia, i Giardini, il Castello della Mandria e il Borgo Antico]

Museo Historiale di Cassino
[museo multimediale che documenta la tragica storia della città e dell’Abbazia durante la Seconda guerra mondiale, con un focus particolare sulla battaglia di Montecassino]

Porto Venere: le Cinque Terre e le Isole
[pagina che descrive il sito UNESCO e le motivazioni che lo hanno portato ad essere riconosciuto come sito di Eccezionale valore universale]

Reggia di Caserta
[La Reggia di Caserta è un imponente
palazzo reale dei Borbone, progettato da Luigi Vanvitelli per essere la residenza più grande del mondo e un trionfo del Barocco, un complesso monumentale che include il sontuoso Palazzo con i suoi appartamenti e una vastissima Reggia, Parco e Giardino Inglese, riconosciuto patrimonio UNESCO nel 1997]

 

Referenze iconografiche:  Henri Matisse, La danza, 1910, olio su tela, San Pietroburgo, Museo dell’Hermitage
© Wikimedia Commons

Emanuela Gasca

È Architetto PhD. Da vent’ anni si dedica al mondo della cultura e del turismo - è Delegata regionale della Società italiana di scienze del turismo (Sistur) e Esperto valutatore per la Commissione europea - attraverso attività di ricerca, valutazione, mentorship e accompagnamento agli operatori e alle comunità in contesti nazionali ed internazionali. Da sempre lavora con i giovani e sviluppa con studenti e studentesse del Liceo, in cui insegna Storia dell'Arte, progetti di Educazione al Patrimonio attraverso la STEAM (Science Technologies Engineering Arts and Maths) education.
Autrice di paper e articoli sui temi dell’educazione al patrimonio e della STEAM education, ha progettato e sviluppato il corso per docenti Arte, STEM, soft skills. Un progetto di educazione al patrimonio per i PCTO e il capolavoro, edito da Sanoma.
Premiata come uno dei 100 Leader dell’Innovazione educativa italiana a marzo 2024, dal 2023 è nella lista delle “100 Unstoppable Women” italiane, le Donne che cambieranno l'Italia.