Oggi più che mai, studenti e famiglie percepiscono le discipline STEAM come una scelta strategica, quasi obbligata, per garantirsi un futuro solido. I dati confermano questa percezione: automazione, intelligenza artificiale e transizione ecologica richiedono competenze scientifiche sempre più avanzate. Di fronte a questa pressione, l'orientamento rischia di trasformarsi in un "imbuto" che spinge verso percorsi tecnico-scientifici, alimentando nei ragazzi l'ansia di farsi piacere materie che talvolta sentono distanti dalla propria sensibilità.
Ma la necessità di queste discipline va oltre il mercato del lavoro. La trasformazione tecnologica sta ridisegnando il tessuto stesso della società: comprendere dati, interpretare modelli scientifici e valutare le implicazioni etiche delle decisioni sono diventate competenze di cittadinanza attiva. Le grandi sfide globali, dalla sostenibilità alla salute pubblica, richiedono cittadini scientificamente alfabetizzati. Eppure, nelle nostre scuole persiste una dicotomia profonda: da un lato le scienze, percepite come rigorose ma fredde, dall'altro le materie umanistiche, considerate formative ma poco spendibili. Superare questo dualismo, che limita le potenzialità di entrambi gli ambiti, è la vera sfida formativa del futuro.
La narrazione come ponte
Immaginiamo uno studente davanti alla legge di gravitazione universale:
Lo storytelling nella didattica non è un ornamento, ma un dispositivo epistemologico. La narrazione restituisce senso al sapere, mostrando come ogni scoperta nasca da domande concrete: Galileo non studia il moto parabolico per puro amore della geometria, ma perché le traiettorie dei proiettili interessano le potenze militari del suo tempo. Questa contestualizzazione permette di vedere la scienza come un cantiere aperto, dove si costruiscono interpretazioni provvisorie attraverso tentativi ed errori.
Il racconto funziona così come innesco per il Problem-Based Learning: presentare Archimede che deve verificare se la corona di Ierone II sia d'oro puro, senza danneggiarla, trasforma il principio di galleggiamento in una sfida da risolvere. Il Learning by Storytelling diventa Learning through Storytelling quando la narrazione si trasforma in laboratorio mentale e in esperimento progettato dagli studenti. Infine, il racconto è inclusivo: narrare di Rosalind Franklin che produce cristallografie del DNA lottando contro il sessismo del suo tempo significa intrecciare biologia, fisica, etica e questioni di genere, rendendo la scienza un patrimonio culturale accessibile a tutti attraverso la porta universale del racconto.
Il ruolo insostituibile delle discipline umanistiche
In un’epoca di sviluppo tecnologico rapidissimo, i docenti di lettere potrebbero sentire di aver "perduto l’aureola". Ma non è il caso di lasciarsi prendere dal panico: usciamo dalla dimensione baudelairiana di chi ha smarrito il proprio senso, perché è qui che lo sguardo umanistico diventa decisivo. Senza di esso, il sapere rischia di accumularsi senza tradursi in comprensione vera. Come conciliare i classici con la richiesta di preparare gli studenti al moderno mercato tecnico-scientifico?
Oggi ci viene chiesto di recuperare questa visione olistica. Gli esempi abbondano:
Appunti per un'integrazione non più rimandabile
Questa sinergia deve tradursi in azioni concrete, modificando pratiche didattiche consolidate:
Referenze iconografiche: Danawan Purbanggoro/Shutterstock, N.Savranska/Shutterstock, Ollyy/Shutterstock, Chay_Tee/Shutterstock