In questa intervista, il filosofo della scienza ed evoluzionista Telmo Pievani spiega perché in Homo Sapiens è radicata la tendenza a migrare, fin dalle sue origini, motivando le ragioni di tale tendenza e confrontandole con le esigenze che ancora oggi spingono gli esseri umani a spostarsi. In un mutato scenario, restano alcuni elementi comuni: la geografia degli spostamenti, la ricerca delle risorse, i mutamenti del clima.
Tocca poi un tema interessante e nuovo nella ricerca scientifica: non solo gli incontri e la convivenza di Sapiens con altre specie umane in alcune aree del Pianeta, ma anche la sua ibridazione, derivata dalla scoperta che per un lungo periodo non vi è stata interruzione del flusso genico tra specie diverse. Nel nostro Dna sono stati riconosciuti frammenti degli antenati estinti, che hanno arricchito di diversità genetica la storia umana.
Com’erano le migrazioni umane senza confini nazionali? Una riflessione che parte da un presente fatto di frontiere politiche e torna indietro per immaginare un mondo che ne era totalmente privo, dove i gruppi umani si muovevano liberamente sul territorio ma in un tempo dilatato di migliaia di anni rispetto ai pochi mesi di oggi. Fino a ipotizzare uno scenario con flussi migratori sempre più intensi che fanno parlare del prossimo futuro come di un “secolo nomade”.
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