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Entrare dalla finestra: il gesto grafico tra immaginazione e scoperta

Scritto da Chiara Codispoti | apr 24, 2026

Prendendo in prestito le parole di Gianni Rodari, se pensiamo all’avvio della lettoscrittura in classe prima, e in particolare, se riflettiamo sull’apprendimento del gesto grafico, è certo che i bambini non familiarizzano con l’apprendimento della lettoscrittura passando attraverso la porta principale della realtà, che li condurrebbe verso concetti a volte troppo astratti –l’associazione tra la forma e il suono, l’acquisizione del gesto che porta al segno grafico – da assimilare spontaneamente. Per questo è utile proporre una via alternativa: la potente finestra dell’immaginazione, in grado di agganciare la loro naturale curiosità.

I laboratori del gesto grafico[1] tenuti nelle prime classi della Scuola Primaria raccolgono questa eredità, trasformando l’apprendimento in un’esperienza viva e coinvolgente, fatta di realtà e immaginazione. Qui, infatti, i bambini prendono consapevolezza delle forme attraverso un invito a immaginare, a fare finta che…

Durante i laboratori entriamo insieme, ad esempio, nella “Valle del Blablabla”, un luogo fantastico di cui si narra durante gli incontri nelle scuole e in cui le lettere smettono di essere segni astratti da far memorizzare e si presentano invece come elementi vivi, tutti da scoprire.
Il meccanismo della narrazione aiuta il coinvolgimento e stimola la curiosità. Specialmente se condita dall’elemento fantastico che amplifica i fenomeni e ne potenzia l’efficacia.
E se nella valle fantastica troviamo le lettere sugli “alberi letterieri” e le raccogliamo, l’esperienza diventa tangibile e passa attraverso i nostri sensi e le nostre mani che si trasformano così in strumenti attraverso cui impariamo a sentire, a percepire e a riconoscere.

Solo successivamente si lavora, quindi, sul gesto più fisico dell’impugnatura della matita o della penna, per imparare a sviluppare il gesto grafico che condurrà alla scrittura.
Prima le lettere si coprono, si vestono, prendono vita attraverso la “danza delle dita”, perché il gesto grafico nasce prima nel corpo e poi si posa sul foglio.
Oppure, una volta conosciute le prime lettere, le uniamo con un filo di lana, accompagnando i bambini, passo dopo passo, verso l’associazione di lettere e relativi suoni per creare parole. Si tratta di un gioco “euristico”, fatto di scoperta e stupore.

Grazie all’immaginazione i bambini vivono davvero un’avventura fatta di simboli che poi scopriranno essere quelli del quotidiano, ma che per il momento fanno parte di un’esperienza fantastica.
Durante la narrazione, tra l’altro, i bambini scoprono anche che la porta della “Valle del Blablabla” si apre solo quando si impara ad amare le parole: accoglierle, curarle e scriverle con attenzione, attraverso un gesto grafico consapevole.
Sono dettagli di un mondo della fantasia che fanno da premessa a un’abitudine all’ordine, alla cura, alla precisione, all’attenzione gestuale.
Un percorso come quello di avvio al mondo della scrittura è un vero e proprio viaggio, e come ogni viaggio che si rispetti, necessita di una valigia speciale: gialla magari, luminosa e pronta a custodire le sorprese più belle. Questo amatissimo oggetto “scenico” è un invito a rimanere nella cornice della curiosità, a mantenere alta l’attenzione.
Che cosa contiene? Un albo illustrato, capace di dare vita a personaggi colorati e storie tutte da esplorare. E poi? Un semplice foglio di carta stagnola che, tra le mani, si trasforma in una bacchetta magica per creare lettere e forme.

 

La meraviglia non nasce soltanto dallo sguardo del bambino, ma prende forma anche nel suo modo di sentire, con tutti i sensi. È un sentire che attraversa le forme, le anima e le trasforma in movimento e suono. Così, una semplice linea diventa un “taac”, un cerchio si trasforma in un “ooopa”, un arco prende vita in un “Oootac”.
Da questi segni nascono personaggi e storie: compagni di viaggio che accompagnano i bambini in un’avventura affascinante, quella della scoperta della scrittura. Un mondo vivo, fatto di ritmi e suoni, dove ogni gesto lascia una traccia e ogni traccia racconta qualcosa.crivere diventa allora un’esperienza completa: c’è il Signor Rumore, che produce suono, e il Signor Silenzio, che accoglie e permette di fermarsi: scrivo e creo rumore, mi fermo e lascio uno spazio tra le parole.
Infine, nella nostra esperienza fantastica, a scuola, non possono mancare le lavagne, che trasformano i bambini in piccoli maestri, desiderosi di mostrare quanto siano capaci di realizzare forme, lettere e numeri e diventano uno spazio di espressione.
Adesso utilizzate la vostra immaginazione: sbirciate dietro la lavagna e provate a vedere se c’è una porta nascosta, o ancora meglio una finestra, che vi accompagni nella “Valle del Blablabla”. Fate entrare tutti i sensi per permettere ai bambini di scoprire il vero scopo della scrittura: esprimere le emozioni di avventure vissute ogni giorno, proprio come sto facendo io in questo momento con voi.
Se così proposto, il percorso di avvio al gesto grafico smette di incutere troppo timore e – anzi – può regalare sorprendenti soddisfazioni non solo ai bambini, ma anche alle loro insegnanti.

[1] A cura di Chiara Codispoti.

Referenze iconografiche:  Evgeny Atamanenko/Shutterstock © Chiara Codispoti