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Sguardi sul mondo | Club Avventura più grande

Noi insegnanti sappiamo bene che in classe si presentano quotidianamente occasioni per “fare educazione civica”: crescere lettori e lettrici consapevoli e appassionati significa anche sostenere lo sviluppo del pensiero critico, quindi rendere concreto il concetto di “cittadinanza attiva”, spesso abusato e svuotato di significato.
Di seguito vi presentiamo tre proposte, una per anno, che possono diventare delle preziose alleate nella crescita dei cittadini e delle cittadine preadolescenti con cui abbiamo a che fare tutti i giorni.

In classe prima

  • Sguardi attenti sulle fake news con la connessione Pensare con la propria testa (volume 1, p. 583): quasi tutti i nostri alunni e le nostre alunne hanno accesso più o meno libero a Internet e ai social già a undici anni, quando cominciano la prima.

    Insegnare loro a ricercare informazioni e a vagliarne l’attendibilità è quindi parte integrante del nostro lavoro di docenti di italiano che mettono al centro la lettura e la comprensione, sia di testi cartacei sia digitali.

    Nel percorso sul testo espositivo-divulgativo presente nel primo volume de L’avventura più grande ci sono molte strategie utili a costruire un percorso in cui la lettura e la scrittura incontrano naturalmente l’educazione civica, ma è consigliabile dedicare un paio di lezioni preliminari all’insegnamento della differenza tra misinformazione, disinformazione e malinformazione e alla ricerca di esempi concreti. Questo perché continuamente, a loro come a noi adulti, viene chiesto di reagire a condivisioni di informazioni di diverso tipo, più o meno attendibili, più o meno pericolose. Pensiamo alle catene di sant’Antonio, alle informazioni su fantomatiche vittorie di premi del videogioco del momento, alle foto e ai video manipolati o costruiti con l’IA.

    Dopo aver presentato questi tre concetti, possiamo:

    •  chiedere loro di ripensare a un’occasione in cui sono venuti a contatto con fake news e di riconoscerne la tipologia;

    • di inventare, a coppie o in piccolo gruppo, un’informazione corrispondente a ciascuna delle tre tipologie;

    • di ricercare, in piccolo gruppo e sotto la nostra supervisione, alcuni esempi delle tre tipologie (molto utili in questo senso possono essere i siti di debunking come butac.it).
  • Dalle parole… ai fatti (volume 1, p. 594) è un’attività di riflessione lessicale che può essere il punto di partenza per un lavoro di cittadinanza, come un compito di realtà legato a esigenze della zona in cui è situata la scuola (per esempio più piste ciclabili, protezione del verde pubblico…).

  • L’albero dell’identità (volume 1, p. 620) è una proposta che aiuta le alunne e gli alunni ad ampliare lo sguardo, perché partendo dal sé sono accompagnati a riflettere sull’altro da sé (le persone care e il mondo). Un suggerimento: terminato di completare l’organizzatore grafico, chiediamo di scegliere un loro desiderio per il mondo e di immaginare come potrebbero contribuire alla sua realizzazione.

In classe seconda

  • Sguardi a confronto con il lavoro di gruppo Comprendere è costruire conoscenza insieme (volume 2, pp. 613-614): diventare cittadine e cittadini attivi significa anche comprendere che la vera conoscenza non è mai solitaria, ma necessita di confronto in una rete di relazioni.

    È perciò importante instaurare una routine di lavoro che dalla riflessione individuale si apra verso il confronto a coppie e con la classe intera, per poi tornare a riflettere individualmente non sul contenuto del lavoro ma sulla qualità del lavoro svolto.

    Spesso capita di sentire insegnanti lamentarsi di alunni e alunne troppo individualisti, ma forse dovremmo riflettere sul fatto che la scuola non sempre favorisce la collaborazione, anzi: molto di quello che viene proposto stimola la competizione e un confronto tra pari orientato più al giudizio reciproco che a una vera condivisione.

    Questa proposta di lavoro, perciò, dovrebbe essere messa in pratica più spesso possibile, anche in momenti diversi dal laboratorio di lettura (in storia o in geografia, per esempio) e anche proponendo confronti su articoli di giornale, notiziari, brevi documentari o podcast.
    Dopo aver letto, visto o ascoltato insieme il materiale, è meglio presentare il lavoro a tappe, in modo che tutte e tutti riescano a seguire le diverse fasi del processo:

    • chiediamo di lavorare individualmente al riquadro “Tra me e me”, inserendo tre informazioni importanti, due curiosità, una domanda e alcune parole chiave che sintetizzano il cuore del testo, la sua idea di fondo;

    • dopo una decina di minuti, chiediamo di confrontarsi a coppie per completare il riquadro “Imparare in due”. Qui la conoscenza comincia ad essere condivisa: entrambi i membri della coppia possono arricchire le loro annotazioni con quelle dell’altro;

    • dopo un’altra decina di minuti chiediamo di lavorare sul riquadro “Tante teste insieme” in piccolo gruppo o a classe intera). Ciascuno sceglierà almeno un’informazione, una curiosità, una domanda e una parola chiave da condividere con i compagni e le compagne e tutti potranno arricchire ulteriormente i loro appunti;

    • il lavoro metacognitivo finale potrà anche essere assegnato a casa, o proposto in un’altra sessione. Gli alunni e le alunne dovranno riflettere sul lavoro fatto con i compagni e le compagne e su come la loro conoscenza è cambiata durante il processo di condivisione. In questa fase è fondamentale dare loro delle domande guida come quelle che trovate a pagina 613 del secondo volume.

  • Come un iceberg (volume 2, p. 586): questa strategia potente può essere utilizzata non solo nella comprensione del testo, ma anche per riflettere su notizie di attualità o problemi di socializzazione all’interno del gruppo dei pari.

In classe terza

  • Sguardi critici con Domande per sviluppare il pensiero critico (volume 3, p. 558): man mano che le due precedenti proposte vengono interiorizzate dai nostri alunni e dalle nostre alunne, possiamo dedicare del tempo alle domande utili a sviluppare il pensiero critico. Lo scopo della nostra proposta non deve essere far conoscere elenchi di domande chiave, ma insegnare a porsi domande che permettono di scavare più a fondo, di andare oltre le apparenze.

    Come sappiamo, si tratta di una competenza alta e per sostenere i nostri alunni e le nostre alunne mentre si allenano possiamo fare riferimento all’organizzatore Domande per sviluppare il pensiero critico ogni volta che presentiamo un testo ricco di sfaccettature e adatto a fare da palestra per il pensiero.
    Un buon modo per lavorare alla generazione di domande è, terminata la lettura, procedere a gruppi e infine confrontare tutte le domande scritte su post-it. Questa routine si presta anche per l’analisi di fonti storiche e può essere presentata in modo graduale fin dalla prima.

  • Le storie nascoste della Storia (volume 3, p. 552) è una strategia che aiuta a indagare punti di vista alternativi sul passato e sul presente, le voci marginalizzate o silenziate. Può essere utile quindi proporla affrontando tematiche di cittadinanza relative ai diritti negati.

  • La linea del tempo della consapevolezza (volume 3, p. 536) è una routine di pensiero che possiamo applicare a qualsiasi percorso di educazione civica. È un’attività fortemente metacognitiva che aiuta a riflettere su come il nostro modo di vedere una certa questione possa variare nel tempo.

Referenze iconografiche:  Studio Romantic/Shutterstock