Ho scelto la foto di un cielo tempestoso per mostrarvi tutta la gamma di chiari e scuri che potete ottenere dal carboncino. Pronti? Si parte!
© Sabphoto/Shutterstock
Cosa ci serve?
- Carboncino
- Fazzoletto di carta
- Foglio ruvido F2 o F4
- Gomma (o gomma-matita, o gomma pane)
- Immagine di riferimento
Come procediamo?
Qualche consiglio prima di iniziare!
- Il carboncino lascia sul foglio una polvere nera che è possibile sfumare con il dito, oppure con un fazzoletto di carta. Nel momento in cui sfumerete, vi accorgerete che il colore diventerà più scarico e tenderà al grigio. Non vi preoccupate, è del tutto normale! Definite le zone scure, medie e chiare; dopodiché, riprendete a lavorare dove avete già sfumato per scurire maggiormente i neri, se serve, o per ridisegnare qualche dettaglio perduto.
- Il carboncino non è una tecnica di precisione, ma d’effetto: non cercate i dettagli a tutti i costi, concentratevi sulla resa generale. Il foglio deve sembrare pieno di nuvole!
- Sicuramente le parti bianche si sporcheranno un po’, ma niente paura: basterà passarci sopra la gomma e i bianchi torneranno alla luce. Ricordate di pulire la gomma su un altro foglio, ogni tanto, per evitare di portarvi dietro la polvere nera che avete sollevato.
- Bisogna evitare a tutti i costi di strofinare il dorso della mano sul lavoro già fatto, quindi vi consiglio di partire dalla sinistra del disegno e, man mano, andare verso destra (i mancini e le mancine dovranno fare l’esatto contrario).
Pronti, partenza... via!
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Per prima cosa, prepariamo tutto il nostro materiale da lavoro, in modo da averlo subito a portata di mano senza doverlo cercare nell’astuccio.
© Valentina Summa
- Disegniamo con un tratto molto delicato la forma delle nostre nuvole. Ci serve solo capire dove si trovano, quindi non ci sarà bisogno di lasciare un segno troppo scuro.
© Valentina Summa
- Nel mio caso, inizio a chiaroscurare dall’angolo in basso a sinistra. Passiamo con il carboncino nelle aree più scure. Sfumiamo col dito o con il fazzoletto di carta con movimenti circolari, allargando la polvere anche nelle zone grigie e cercando di non finire in quelle luminose, che devono rimanere bianche. Questi movimenti circolari daranno un senso di morbidezza e pienezza alle nostre nuvole.
© Valentina Summa
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Man mano che aggiungeremo nuove nuvole, saremo in grado di capire se gli scuri sono abbastanza forti o se ci manca qualche dettaglio. Potremo infatti fare dei paragoni e, nel caso, tornare indietro a sistemare quello che non ci convince! Non aspettate di ultimare il disegno per farlo, perché finireste per appoggiarci sopra la mano e portare via la polvere del carboncino. Quando finite una nuvola, controllate e correggete (se necessario) quella precedente.
© Valentina Summa
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La mia immagine di riferimento è un cielo tempestoso, ma come vedrete lascerò un’ampia zona di luce. Come mai? In parte perché mi piace l’idea di una tempesta che sta per scomparire e lasciare spazio a cieli sereni, ma anche per alleggerire il disegno con una bella zona luminosa, vista la presenza di tante nuvole nere, per mostrarvi meglio la gamma di effetti del chiaroscuro.
© Valentina Summa
Ecco fatto!
Queste mie nuvole raccontano un’emozione cupa (come la rabbia, o la preoccupazione) che per fortuna inizia a diradarsi e a lasciare posto al sereno! Come ve la siete cavata con le vostre? Quanto sono diventate nere le vostre dita? Non vi preoccupate: un po’ di sapone e anche le nostre mani torneranno “serene”! Il carboncino è una tecnica molto espressiva, capace di diventare amichevole in poco tempo con un po’ di esercizio. Continuate a provare, non vi deluderà!
© Valentina Summa
Referenze iconografiche: Sabphoto/Shutterstock