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Metodo e meraviglia. Come leggere poesia a scuola | Sanoma Italia

Scritto da Alessandra Terrile | mar 31, 2026

Il secondo anno delle scuole superiori è un periodo prezioso per avvicinare le ragazze e i ragazzi alla poesia. L’insegnante di letteratura sa quanto sia importante lo studio degli aspetti tecnici del testo poetico (la metrica, il ritmo, le figure retoriche ecc.), indispensabili per non legittimare un metodo di lettura impressionistico e sostanzialmente arbitrario. Soltanto grazie al dominio degli strumenti tecnici è infatti possibile – anche per un lettore o una lettrice giovane – proporre un’analisi critica personale e discutere con credibilità le proprie ipotesi interpretative.

È tuttavia altrettanto importante che l’insegnante provi a condividere con le ragazze e i ragazzi, attraverso la lettura ad alta voce in classe, quella sorta di fascinazione che la lingua poetica è in grado di generare quando ha la forza di toccare la mente e l’anima di chi legge. Ogni volta che questo avviene, il lavoro di analisi del testo risulta anche agli occhi di una persona giovane un esercizio altamente dotato di senso.

Ecco perché fino dai primi giorni del secondo anno può essere importante proporre – come promessa, attrazione, richiamo – la lettura ad alta voce di una o due poesie semplicemente belle, capaci di sorprendere le ragazze e i ragazzi e di generare in loro il desiderio di saperne di più. Alla lettura si possono aggiungere semplici riflessioni, al solo scopo di illuminare i testi, il loro significato, la risonanza interiore che possono generare. Insomma il primo passo che l’insegnante di letteratura può compiere per avvicinare le ragazze e i ragazzi alla poesia è accendere una luce di attenzione, di curiosità e interesse.

La luce che brilla in quel momento va però tenuta accesa. Nel corso dello studio progressivo degli aspetti formali del testo poetico (gli strumenti della poesia) il rischio per le ragazze e i ragazzi è di usare i testi soprattutto come palestre di apprendimento, smarrendo così la motivazione interiore alla lettura. È importante perciò ridestare costantemente in classe la voce della poesia, farla risuonare attraverso letture ricorrenti, capaci di inserirsi nell’orizzonte mentale ed emotivo di chi le ascolta. Occorre dunque unire sempre al rigore il fascino, al sapere il piacere.

Come fare? L’antologia offre il suo aiuto: accanto alla prima parte del volume, quella pensata per lo studio sistematico degli strumenti di analisi del testo poetico, ci sono pagine che raccolgono testi riuniti tra loro per i temi e le atmosfere interiori. Tra questi c’è naturalmente l’amore, felice e infelice, ma ci sono anche la natura, gli animali, le cose, la gioia di vivere, lo smarrimento esistenziale. Qui l’insegnante si può muovere liberamente: non occorre andare in ordine e non è necessario avere concluso lo studio degli strumenti poetici prima di leggere questi testi. Sono poesie selezionate per incoraggiare i ragazzi e le ragazze a riconoscere in sé sentimenti e stati interiori e a trovare le parole per nominarli: chi insegna può scegliere quelle più vicine all’orizzonte di pensiero e di esperienza delle sue allieve e dei suoi allievi.

Leggere i testi ad alta voce non è tutto, naturalmente. Come i docenti di letteratura hanno sicuramente sperimentato durante i propri studi, ascoltare una lezione in cui viene compiuta da una voce esperta un’analisi del testo capace di illuminarne gli aspetti più profondi è una fondamentale esperienza conoscitiva ed estetica. Per chi insegna è certamente un compito impegnativo: il testo poetico ha una propria compiutezza e resistenza, e analizzarlo e commentarlo pubblicamente può sembrare a volte una specie di violazione. C’è un istante speciale, immediatamente successivo alla lettura in classe, in cui la poesia sembra ancora respirare nell’aula e appare perfetta così, senza ulteriori parole. Ma il compito dell’insegnante di letteratura è guidare le ragazze e i ragazzi a comprendere, analizzare e interpretare i testi, nella consapevolezza che alla fine di un’analisi costruita insieme la poesia apparirà loro più accessibile e vicina.

C’è un ulteriore aspetto da tenere presente: la classe seconda è il momento di passaggio in cui le ragazze e i ragazzi si dotano delle competenze necessarie allo studio storico della letteratura che avverrà sistematicamente nel triennio. La presenza nell’antologia di “primi piani” sugli autori e sulle autrici, ossia di brevi percorsi di approfondimento compiuti attraverso la lettura di più testi, consente di introdurre il concetto di poetica, iniziando a trasmettere l’idea che in un testo letterario sia importante individuare le costanti tematiche e linguistiche proprie del modo di intendere e fare letteratura di chi lo ha scritto.

È inoltre interessante, in questa fase degli studi, proporre alle ragazze e ai ragazzi le voci di autori e autrici contemporanei che difficilmente potranno essere incontrati nel triennio: è un modo per non dimenticare che la letteratura e l’arte continuano, che c’è ancora oggi chi scrive, compone, rappresenta il mondo, e lo fa con i temi e i linguaggi che ci appartengono. Le ragazze e i ragazzi hanno in genere molta competenza nella nuova musica e nelle sue tendenze; spetta all’insegnante aiutarli ad accostarsi anche alla letteratura contemporanea: il suo compito è sia di dare gli strumenti per leggerla, sia di mostrarne le attrattive.

Infine, un’ultima considerazione: l’antologia è pensata come un libro aperto, una raccolta di testi tra cui chi insegna può scegliere quelli più adatti alle persone e alle situazioni. Spesso si tratta dell’unico libro di poesie che resta in mano alle ragazze e ai ragazzi dopo la fine della scuola, quello tra le cui pagine si possono compiere in autonomia scoperte sorprendenti, per avviarsi a volte a leggere poesia anche fuori dalle aule. È bene dunque che sia un’opera varia, ricca di stimoli e proposte non scontate, un libro da sfogliare anche da soli e soprattutto bello, come dice il suo nome.


Referenze iconografiche: fran_kie/Shutterstock

 

 

 

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