All’interno del libro The Game, Alessandro Baricco sottolinea come gli strumenti tecnologici non servano a confermare le idee che già l’umanità condivide ma, piuttosto, a produrre nuovi modi di agire e pensare.
Sebbene Baricco non citi direttamente gli strumenti di Intelligenza Artificiale, comunemente abbreviata in IA (o AI, dall’inglese Artificial Intelligence), il suo pensiero risulta perfettamente applicabile a tale ambito e alla trasformazione radicale che sta rivoluzionando in breve tempo il modo in cui apprendiamo, lavoriamo e viviamo. L'IA non solo permette di automatizzare processi e semplificare compiti, ma cambia profondamente le modalità di interazione umana con il mondo.
Prima dell'intelligenza artificiale, l'abilità di manipolare il linguaggio e quindi gestire la conoscenza complessa era considerata una prerogativa esclusivamente umana. Ora, con la tecnologia IA, i modelli di linguaggio partecipano attivamente nel processo, generando testi, traducendo, confrontando e persino “comprendendo” il contesto in modi che erano inimmaginabili fino a poco tempo fa.
È quindi chiaro come l'evoluzione dell'IA possa produrre un impatto significativo sul settore dell’educazione che utilizza prevalentemente il linguaggio per supportare trasmissione, rielaborazione e consolidamento del sapere. Numerosi sono gli strumenti a disposizione che sostengono tali processi, offrendo continuamente nuove possibilità di azione da indagare, approfondire e implementare in modo critico.
Prima di addentrarci nella questione, può essere utile fornire qualche breve definizione delle parole chiave che maggiormente vengono citate quando si affronta il tema, anche per comprendere come sono strutturati gli strumenti. Cosa si intende per intelligenza artificiale, e come questo termine si lega con quelli più spesso nominati?
Dopo aver messo in chiaro alcuni termini, proviamo a capire a che punto siamo e quali sono le più vicine prospettive. In che mondo ci stiamo muovendo?
In un primo momento, l'IA era focalizzata sul riconoscimento di schemi come la classificazione di immagini o il riconoscimento di testi. come la classificazione di immagini o il riconoscimento di testi. Tecniche di Machine Learning hanno consentito ai computer di imparare dai dati per creare categorie e classificazioni, proporre raccomandazioni, fare previsioni o prendere decisioni. In ambito educativo, sono stati creati strumenti per la valutazione automatizzata di compiti e test, permettendo ai docenti di risparmiare tempo nel correggere un gran numero di prove di valutazione. Inoltre, sono stati realizzati sistemi di raccomandazione utili a proporre risorse didattiche personalizzate in base alle azioni e alle preferenze degli studenti e sono stati sviluppati strumenti in grado di analizzare vasti set di dati relativi agli studenti, identificare tendenze, fare previsioni su risultati e studenti a rischio.
Attualmente l'IA è generativa, ovvero supera il semplice riconoscimento di schemi per concentrarsi sulla creazione di nuovi contenuti o idee. Questa tecnologia è in grado di generare testi, immagini, musica o codice, producendo risultati difficilmente distinguibili da quelli creati da esseri umani. L'IA generativa può quindi produrre materiali didattici personalizzati, adattandosi alle esigenze, ai livelli di competenza e alle caratteristiche specifiche degli studenti. Può, inoltre, creare scenari di simulazione realistici o casi studio a supporto delle attività didattiche e dell'apprendimento pratico e offrire feedback e assistenza in tempo reale, con chatbot e assistenti virtuali che forniscono spiegazioni e risposte immediate.
La prossima frontiera è l'IA interattiva, caratterizzata da sistemi che, non solo riconoscono schemi o generano contenuti, ma sono in grado di interagire in modo significativo con le persone o con altri sistemi di IA, a una velocità che è pari a quella degli esseri umani. Ciò potrebbe portare alla collaborazione su compiti complessi, o all'interazione autonoma in ambienti virtuali e all'integrazione fluida tra mondo reale e digitale (pensiamo, ad esempio, a sistemi di IA generativa integrati in visori per la realtà aumentata o virtuale). In questo contesto, l'IA interattiva potrà agire come un partner attivo, non solo eseguendo istruzioni ma partecipando a conversazioni e decisioni, apprendendo dal contesto e adattandosi in tempo reale, anche grazie all'integrazione con differenti strumenti e tecnologie.
Ogni fase di questa evoluzione apre nuove possibilità e sfide per il settore educativo, in particolare a supporto di attività di apprendimento e dell’insegnamento.
Una delle espressioni chiave legate all’utilizzo degli strumenti basati su IA in ambito educativo è quella di “apprendimento personalizzato” che indica tutte le possibilità fornite dagli strumenti di IA di supportare gli studenti nelle fasi di apprendimento adattando i contenuti, il ritmo e le attività di apprendimento alle esigenze individuali di ciascun studente.
Gli strumenti che per primi hanno seguito tale logica sono gli Intelligent Tutoring Systems (ITS, Sistemi di Tutoraggio Intelligente); tali strumenti raccolgono e analizzano i dati degli studenti legati a preferenze e progressi per offrire un'esperienza su misura, pianificando l’apprendimento, fornendo contenuti del livello e formato adeguato, feedback immediati e suggerimenti personalizzati. Ma gli ITS, in molti casi accessibili solo nella versione a pagamento, sono spesso legati a materie e insegnamenti specifici e, in molte occasioni, presentano contenuti e scale di valutazione adattati prevalentemente al contesto anglosassone.
Una validissima alternativa è costituita dai chatbot generici (come i già citati ChatGPT, Gemini), accessibili sia in versione gratuita sia a pagamento: non sono ITS, quindi non possono essere utilizzati per il tracciamento fine e l’analisi continua delle performance degli studenti, ma permettono comunque a studenti e docenti di svolgere una vasta gamma di attività a supporto dei processi di insegnamento e apprendimento, con un sempre maggiore livello di personalizzazione.
Ad esempio, gli studenti possono utilizzare tali strumenti per creare un piano di studio, o per produrre contenuti come sintesi, mappe, timeline, glossari… Possono inoltre chiedere agli strumenti di proporre domande e argomenti di discussione attraverso i quali autovalutare il proprio livello di apprendimento, domande a risposta chiusa con feedback: e così via. Attenzione: tali strumenti, anche nella versione gratuita, possono rispondere anche attraverso il canale audio, permettendo quindi all’utente di ricevere risposte nel formato che gli è più congeniale.
E i docenti? L’utilizzo che ne possono fare può essere duplice.
Da una parte, possono interrogare tali strumenti per progettare la didattica, quindi per pianificare le lezioni, produrre nuovi contenuti, farsi supportare nella preparazione di rubriche e attività di valutazione... Dall’altra possono usare tali strumenti in aula durante le attività didattiche con la classe, per esempio mostrando loro il risultato di un’interazione con lo strumento e guidando la discussione in merito. L’insegnante deve sempre prestare attenzione ai contenuti generati dall’IA, poiché possono contenere bias e stereotipi di genere.
Ormai i docenti hanno la piena consapevolezza del fatto che molti studenti utilizzano questi strumenti durante le attività di ricerca e studio, non sempre in modo critico e consapevole. Come sottolineato dall’AI competency framework for students rilasciato dall’UNESCO a settembre 2024, i nostri studenti vivranno e lavoreranno in un modo permeato, e in parte plasmato, da strumenti IA. I docenti sono quindi chiamati ad aiutarli e supportarli nello sviluppare valori, conoscenze e competenze utili a interagire in modo sicuro, consapevole e significativo con l'IA nella vita quotidiana, non solo per l’interesse personale dei singoli studenti, ma anche per equipaggiarli nell’affrontare le sfide complesse che il futuro proporrà loro.
Inoltre, alcuni degli attuali studenti devono essere preparati a diventare co-creatori e futuri leader nello sviluppo e nell'evoluzione della tecnologia IA, definendone attentamente il rapporto con la società che questi strumenti contribuiranno a plasmare (se siamo d’accordo con Baricco e Brand).
Da qui la necessità come docenti di sperimentare, formarsi e formare, sviluppando l’AI literacy sia dei docenti stessi che degli studenti. Al momento non ci sono ricette pronte. Qualche linea guida può arrivare anche dall’AI competency framework for teachers, sempre rilasciato dall’UNESCO a settembre 2024, ma il consiglio è di cominciare a sperimentare.
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