Nel corso degli anni ho incontrato moltissimi studenti e studentesse che, all’inizio del percorso scolastico, mi dicevano che la storia a loro proprio non piaceva, un’esperienza comune a numerosi colleghi. Confesso che questa affermazione mi ha sempre lasciato piuttosto stupito: come può non piacere la storia?
Nella mia pratica di insegnamento mi sono accorto che la risposta è semplice: perché si è persa la dimensione del racconto appassionato, del narrare la storia indugiando anche su aspetti meno comuni nei manuali di questa materia, come gli eventi in apparenza minori, le vicende private dei personaggi, gli aneddoti che li riguardano, il "gossip" che li circondava: elementi che esulano dai fatti storici in senso stretto, ma che possono illuminare la cultura, la mentalità, gli stili di vita di una certa epoca e di una certa società, oltre ad essere di per sé affascinanti.
Fra i miei stessi compagni di liceo, la maggior parte non ricorda la data della battaglia di Maratona (…490 a.C.), ma conserva l’emozione del racconto della congiura di Catilina fattoci dalla professoressa Bruschi di greco e latino (la cito con la speranza che ci legga). Amanti infedeli, intrighi, attentanti sventati, e quella domanda retorica e potente di Cicerone davanti al Senato: “Per quanto tempo, Catilina, abuserai ancora della nostra pazienza?”
E, invece, nelle due ore di storia settimanali siamo spesso costretti a rinunciare alla narrazione: i programmi immensi, le interrogazioni orali, lo sviluppo delle competenze, dalla capacità di “leggere-sottolineare-schematizzare-riassumere-esporre” fino all’apprendimento dell’analisi critica delle fonti – tutte cose giuste e necessarie –, rischiano di portarci via la bellezza, il gusto del racconto.
In questo contesto, il podcast può essere inteso come un’opportunità di reinserire il racconto nella lezione di storia.
Immaginando il progetto di un podcast per l’insegnamento della storia, mi sono ispirato all’idea di docere, delectare, movere, i tre obiettivi fondamentali della retorica ciceroniana. Nell’affascinare, nel commuovere, come nel motivare allo studio, il racconto è cruciale e può restituire ai nostri alunni quel divertimento di sentire narrare storie come da un aedo greco o da un menestrello medievale con lo stesso coinvolgimento con cui si ascolterebbero le vicende di un’amica: leve che potrebbero rafforzare l’apprendimento, permettendo ai ragazzi di trattenere più facilmente gli eventi e i concetti. Ce lo insegna Alessandro Barbero, diventato famoso soprattutto, io credo, per il merito di averci riportato alla dimensione narrativa della storia, nello spirito originario di Erodoto.
Il podcast di storia antica La Storia nelle storie punta proprio a questo: motivare e coinvolgere studentesse e studenti, acconto di miti e vicende leggendarie che, con un linguaggio accessibile e una narrazione accattivante, provano ad accendere la loro curiosità e favorire un contatto più immediato con le grandi civiltà del passato.
Negli episodi si susseguono racconti di re e regine, poeti ed eroi, donne coraggiose, personaggi mitici, viaggi leggendari, intrighi, cospirazioni e sogni che, da una parte, ci connettono con aspetti più intimi e profondi della storia dell’umanità, quei sentimenti ed emozioni attraverso cui possiamo provare empatia per chi ha agito nel passato, e, dall’altro possono condurci alla riflessione sulle radici del nostro modo di pensare, agire e vedere il mondo.
Ascoltando le narrazioni, che contengono anche alcune citazioni di fonti antiche, i ragazzi e le ragazze possono avere una prima comprensione di alcuni aspetti centrali della cultura e della società dei popoli antichi che saranno successivamente sviluppati con lo studio.
Il podcast si compone di 12 episodi, presentati in ordine cronologico, a coprire i nodi fondamentali del programma di storia del primo biennio della Secondaria di secondo grado. In particolare, sono collegati al corso Lo spettacolo della storia di F. Amerini, M. Galli, E. Zanette (2026), dove sono proposti come introduzione alle singole Unità di apprendimento, ma sono fruibili anche in modo autonomo su Spotify a questo link.
Per avere un saggio del progetto è possibile ascoltare l’episodio Arione salvato dal mare: la storia del poeta e musicista salvato da un delfino permette di cogliere il ruolo cruciale del mare nello sviluppo della civiltà greca e la rete di rapporti culturali e commerciali che legava le varie aree del mondo greco.
Qualcuno che racconta e qualcuno che ascolta, dunque, seduti attorno a un “fuoco” ideale, facendo lavorare l’immaginazione: così inteso, il podcast è un prezioso “alleato” dell’insegnante, sempre alla ricerca di una chiave per interessare e coinvolgere i suoi alunni, un vero stimolo ad una didattica più attiva, dove curiosità ed emozione possono ritornare parte dell’istruire e dell’apprendere.
Il successo del podcast sta nella disponibilità on demand di contenuti vari, il cui utilizzo è flessibile, adattabile e modulabile sui tempi e sulle esigenze del singolo o anche della classe. Dal punto di vista didattico, un episodio può essere ascoltato integralmente oppure soltanto in parte, una o più volte; può funzionare come introduzione a un argomento, come nel caso degli episodi della Storia nelle storie, progettati primariamente per questo uso, o per la modalità flipped classroom, da assegnare a casa come compito, oppure può essere trattato come approfondimento o stimolo per una discussione in classe.
Non si tratta soltanto di uno strumento particolarmente efficace per studentesse e studenti con uno stile di apprendimento tendenzialmente uditivo, ma soprattutto di un mezzo che, non “costringendo” gli alunni alla staticità del banco e offrendo una grande varietà di argomenti, toni e voci, può aiutarci a costruire una didattica realmente inclusiva, naturalmente ricordando che si tratta di uno strumento tra altri.
Il formato audio si presta inoltre alla produzione attiva da parte di studentesse e studenti e, in questo caso, il podcast da contenitore di contenuti diventa un vero e proprio dispositivo pedagogico. Registrare un podcast significa scrivere un testo pensando all’oralità, organizzare le idee, scegliere un lessico adeguato, curare il ritmo, la chiarezza e il tono. E oggi con software come Audacity – un programma di editing audio completamente gratuito e open source – e i microfoni dei cellulari è davvero un lavoro fattibile, che non richiede neanche l’acquisto di una strumentazione da parte della scuola (che, certo, renderebbe tutto più bello e professionale).
È un lavoro che mette insieme scrittura, parlato, collaborazione e responsabilità, e che, spesso, risulta meno ansiogeno rispetto alle verifiche tradizionali. I podcast si prestano infatti molto bene anche a forme di valutazione alternative. Rimanendo nell’ambito della storia, si potrebbe chiedere a studentesse e studenti di produrre una intervista a un personaggio del passato, che recuperi informazioni studiate, oppure un podcast ispirato a un evento particolarmente significativo, sul modello di quelli proposti nella serie Sanoma La Storia nelle storie. In altri ambiti, anche interdisciplinari, gli spunti possono essere molteplici: una recensione letteraria in formato audio, un dibattito registrato, un reportage su un tema di educazione civica o la registrazione della propria voce quando si studia una lingua straniera.
La Storia nelle storie. Indice degli episodi e rilevanza didatticaConsulta l’indice aggiornato con i nuovi rilasci >>
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Referenze iconografiche: @Sanoma Italia